Leggi la recensione Video in questo album (7)

Descrizione

Secondo capitolo discografico per L’Introverso, band milanese che dopo essersi fatta notare con l’album d’esordio "Io" (2013) torna ora sulle scene con un disco intenso e ricco di suggestioni, in cui le influenze del rock britannico principalmente anni 90 - dagli Stone Roses agli Oasis, dagli Smiths ai Verve - si fondono con un sound moderno e con l’attenzione maniacale per i testi tipica della scena cantautorale italiana. L’album, in uscita il 30 ottobre per Ruggito Music/Commenda 33, è anticipato dalla pubblicazione del singolo "Stomaco", il cui video è girato da Stefano Poletti. Undici le tracce contenute nel disco, registrato al Noise Factory di Milano con la produzione artistica di Davide “Divi” Autelitano, cantante e bassista dei Ministri.
“Più che la sperimentazione o l’innovazione - dice Nico Zagaria, cantante e autore dei brani del disco - nella musica, sia da ascoltatori sia da musicisti, abbiamo sempre cercato le canzoni. Quelle che arrivano dritte al punto e che rimangono nel cuore”. Completano la band Marco Battista (chitarre), Futre (basso) ed Elia Rocca (batteria), amici uniti dalla musica ma, ancor prima, dall’habitat in cui sono cresciuti e si sono formati: la periferia milanese.
“Il nostro quartier generale è in Barona - racconta la band -, siamo cresciuti lontani dalla Milano che è nell’immaginario collettivo, fatta di finanza e moda. Ci dicono spesso che la periferia è un argomento monopolizzato dai rapper. Apprezziamo l’attitudine del rap e ammiriamo il successo che si è conquistato nel mainstream, ma la periferia non è solo hip hop. La nostra periferia è melodia che nasce dal silenzio di un luogo che sta ai margini, è delicatezza che ha radici nell’asfalto”.
Concetti finiti dritti del disco, in cui la band affronta anche altri temi di grande respiro: si parla di rinascita, di amori, di emozioni profonde, di un approccio riflessivo alla vita di tutti i giorni. “Il titolo “Una primavera” ha un doppio significato. Ci riferiamo alla stagione in cui tutto rinasce, si colora e nella quale la speranza si appoggia sui nostri visi, ma anche alla primavera intesa come rivoluzione dei popoli, dal basso. Ma partendo da se stessi. La nostra rivoluzione personale è l’aver deciso di lottare ogni giorno per svegliarci con il sorriso”.

Credits

Prodotto da Davide Autelitano.
Registrato e mixato da Alessio Camagni, Davide Autelitano e Federico Calvara presso lo studio Noise Factory di Milano. Assistente Niccolò Fornabaio.
Masterizzato da Alessio Camagni presso lo studio Noise Factory.
Tutte le canzoni sono di Nico Zagaria eccetto "Uguali" di Davide Autelitano e Nico Zagaria.
Edizioni musicali Zumpapa Srl.

L'Introverso è:
Nico Zagaria - voce, chitarre
Marco Battista - chitarre
Futre - basso
Elia Rocca - batteria

Lorenzo Fornabaio ha suonato le chitarre acustiche.
Giulia Gaggero ha suonato il violino, Giulia Sandoli ha suonato la viola e Bruna di Virgilio ha suonato il violoncello in "Uguali" e "Una primavera".

Copertina di Margherita Morotti.

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