Descrizione a cura della band

"Questa è la fine che fanno il 70% dei musicisti italiani che non entrano dentro la stracchinata avvolgente. E mi vengono a parlare di vendibilità... Ma io non lo so, ma per entrare dentro la stracchinata impossibile vi danno degli schemi, vi dicono come studiare o bisogna arrivarci da soli? Che io non ci arrivo, ragazzi, voglio capire come fare, voglio convertirmi alla follia! Dai, aiutatemi a capire come si studia il progetto della stracchinata indecente qua, non riesco a capire!
Ma andate a vendere carciofi, va...
Che in fondo... Il succo del raviolone della stracchinata avvolgente è proprio questo. E' essere bugiardi. Perché vi piace... dire le bugie."

Buona Musica a tutti!

Credits

Registato da Francesco Altare e Davide Magni presso OneDrop Studio di Canonica d'Adda, Centro Sulè di Agrate e Stanza della Cultura Musicale di Concorezzo

Mix e mastering di Davide Magni

Copertina e grafiche di Andrea Camboni

Ringraziamo molto i nostri amici Fitzcataldo & The Trivettes, L'Era del Bantha, Carlito's Porno Trio, Brain Distillers Corporation, Maledetta Dopamina e gli altri gruppi di scappati di casa con cui condividiamo la "scena musicale" brianzola e, soprattutto, i birrini.

Ringraziamo tutti i nostri amici piemontesi e, in particolare, Electric Ballroom, Fomalhaut e For The Last of Us, che quando andiamo dalle loro parti ci fanno sentire tipo i Beatles anche se siamo più simili a Povia.

Non sappiamo se ringraziare i nostri acerrimi nemici, La Sindrome della Morte Improvvisa. Nel dubbio, non li ringraziamo.

Grazie a Simone Barra e a La Concertini Di Musica Brutta che, nonostante noi siamo brutti e scarsi, continua imperterrita a promuovere la nostra musica strumentale per casalinghe annoiate.

Grazie ad Andrea Camboni che è tanto caro e fa le grafiche bellissime a noi che siamo bruttissimi.

Grazie al Centro Sulé, che ospita le nostre prove con cadenza settimanale, e a Francesco Altare, le cui orecchie ci hanno permesso di registrare le batterie del Samuel.

Grazie ai locali, alle organizzazioni, ai circoli Arci, alle cantine, ai ristoranti dispersi nel bosco, ai capannoni industriali, alle baracche di pescatori, ai parchi e in generale a chi ci ha fatti salire sul palco a dar noia agli astanti durante quest'anno. In realtà non li ringraziamo proprio tutti, ma buona parte sì.

Infine grazie a János Lajos Neumann, che se non ci fosse stato lui certamente avremmo un nome diverso.

Commenti

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