I Low Standards, High Fives nascono nel 2012 nei dintorni di Torino. L'intento è fondere la passione per l'emo di fine/inizio secolo (Texas Is The Reason, Mineral, Christie Front Drive, American Football) con ascolti e influenze personali, senza porsi alcun vincolo di genere, con la certezza di essere fuori moda e allo stesso modo con il desiderio di scrivere canzoni che durino più di un'estate. L'EP "Revolushhhh", pubblicato nel 2013 per Flying Kids Records, segna il debutto della band, ben recepito dalla critica, la quale ne associa immediatamente il suono a quello delle storiche etichette Deep Elm e Jade Tree. Il secondo EP "Enough", datato 2015, vede la collaborazione di Garrett Klahn, voce dei Texas is The Reason, con il quale i Low Standards, High Fives hanno l'onore di dividere il palco in più occasioni. Nello stesso anno la formazione cambia e passa a quella attuale con tre chitarre: con questo assetto la band inizia a lavorare con entusiasmo alla stesura dei nuovi brani e nel novembre del 2017 entra in studio per registrare il primo full lenght, “Are We Doing The Best We Can?”, che verrà pubblicato il 31 marzo dalla label inglese Engineer Records.
Ad eccezione di "Remember Me" e "Crazy Boy”, già comparse negli EP e qui riproposte con un nuovo arrangiamento, le canzoni che compongono il disco sono totalmente frutto del percorso intrapreso con la nuova formazione: tre chitarre sono molte, quindi è stato essenziale lavorare per sottrazione. Anche la sezione ritmica cerca di tessere un groove che non sia cervellotico ma nemmeno scontato, che sia funzionale anche se ricercato. A livello di produzione l’intento principale è stato subito chiaro: che il disco fosse molto onesto e sapesse trasmettere il suono live della band. Registrare in presa diretta era una soluzione quasi scontata, meno lo era trovare a Torino il luogo adatto. Da questo punto di vista è stato fondamentale l’incontro con Mànuel Volpe, con cui la sintonia è stata massima fin dall’inizio e che stava allestendo un nuovo studio proprio nel capoluogo piemontese: lo Spazio Rubedo, dove l’album è stato registrato e mixato in poco più di un mese, per poi venir masterizzato da Carl Saff a Chicago.