Compositore e strumentista inizia a lavorare al progetto Lunar in solitario e dopo 6 anni di ricerche e sperimentazioni da alle stampe l'album

Marcello Meconi sviluppa Lunar in notturna, proseguendo un percorso di ricerca sonora iniziato da giovanissimo con alcuni strumenti acustici.

Affascinato prima dalla musica solitaria ed onirica di Mike Oldfield, poi dalla decadenza di Brian Eno. Dalla potenza emozionale dei Pink Floyd e dei Porcupine Tree. Attratto dalle atmosfere oscure del trip hop e di quelle più malinconiche di Vangelis. Dalla sperimentazione della prima musica elettronica ma anche dal progressive degli Ozric Tentacles.
Lunar non prescinde da questi ascolti, ma nei suoi sei anni di gestazione si traccia il proprio solco in un ambito di elettronica e psichedelia dal gusto vintage.

Nell’avanzare delle 8 tracce Lunar si inoltra verso terreni più sperimentali, e nel contempo più acustici. “Out” vede l’intervento live di basso, chitarra, batteria e flauto traverso. Dal culmine della complessità strutturale si passa alla chiusura minimalista con “Return”, protagonista un pianoforte a coda.