Biografia MAHABANDA Qulo

“Qulo”

Quando è nata la Mahabanda?

Nella primavera del 1992 durante l’ondata toscana del reggae raggamuffin, anche se da sempre abbiamo spaziato in altri generi. Non siamo un gruppo reggae ortodosso.

Questo è il vostro ultimo lavoro, quanti dischi avete prodotto in precedenza?

Dopo l’esordio su vinile nel ‘93 sulla compilation No Problem prodotta dalla Cucca & Racha, insieme a Bomba Bomba, Ragariddim, Red Dread, Dr. Felipe e D.j. Raggalove, abbiamo prodotto sei C.D. .: Fritto mistico e i recettori del thc nel ’97, Stato confusionale nel 2004, Digerdisko nel 2011, Calamitami nel 2013, Alberi di pere nel 2015 (con il cantante Mirko), Versi nel 2017 e “Qulo”, il nostro ultimo album in vinile, nel 2021

Da dove viene questo titolo?

E’ indicativo della cosa di cui abbiamo più bisogno in questo momento, cioè una gran bella dose di Qulo. Più Qulo per tutti!

Come è nato questo disco?

E’ nato come tutti gli altri nostri dischi: dall’improvvisazione. In genere facciamo dei pezzi lunghissimi in sala prove che si materializzano dal nulla. Li registriamo e rielaboriamo quelli che ci convincono di più. Dopo varie modifiche inseriamo un testo e diamo la struttura definitiva al pezzo. A volte una canzone può nascere anche da un testo preesistente che viene adattato a riff estemporanei e il pezzo viene fuori nella sua forma quasi definitiva.

Chi siete e con chi avete collaborato?

La Mahabanda è formata da Papa Double alla chitarra, Simone Cirri alla batteria e Dudu Volta al basso.
A volte ci avvaliamo di musicisti esterni. In questo caso abbiamo collaborato ancora una volta con Cillo Bomba che ha messo le voci in tre pezzi, ha suonato le tastiere, ha prodotto artisticamente e mixato il disco. Abbiamo registrato le basi in diretta al Sound System Studio di Firenze e le abbiamo inviate a Cillo che ci ha rimesso le mani nel suo home studio. Un pezzo, “Sagasa”, scritto in alfabeto farfallino, è stato registrato direttamente a casa sua. Lui ci aveva mandato una traccia vocale di dieci secondi e noi gliel’abbiamo musicata, poi siamo andati da lui a completarla.
Oltre a lui in questo disco suonano altri due personaggi del mondo reggae come Mark-one alla voce e Raffaello Braccesi al piano elettrico. Hanno collaborato anche Francesco Masi alla tromba, Maikol Gualandi alla chitarra, Michelangelo Ricci ai cori e Ljubo Ungherelli alla voce recitata.

Come definireste il genere musicale di questo disco?

I nostri testi sono sempre basati su un’ironia anarco-demenziale. Per quanto riguarda la musica in questo caso è al 60% reggae dub, al 15% rumba, al 10% swing, al 9% psichedelia e al 6% beat.

Il fatto che non abbiate un’identità musicale precisa vi disturba?

Assolutamente no, ne siamo fieri, anche se è difficile rispondere alla domanda: che genere fate?

Questo non vi ha creato problemi?

Non ci ha mai interessato far parte di questa o quella identità musicale. Abbiamo fans appassionati di quello che facciamo: un sano minestrone musicale.

Com’è stato collaborare di nuovo con Cillo e Mark-One, i due storici Bomba Bomba?

Come essere tornati a casa dopo tanto tempo. Accoglienza totale!

Progetti per il futuro?

Come direbbe Mark-one, per noi i sogni nel cassetto sono come scheletri nell’armadio.

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