Leggi la recensione

Descrizione

Francesco dice che alla fine di tutto c’è sempre un piccolo piacere, ma ammette che non è affatto semplice trovarlo, Daniele aggiunge che è quasi impossibile se ti alzi alle due del pomeriggio per anni. Marco intanto legge i fondi da una tazza del caffè mentre Andrea sogna di rendere solubile l’eco. Nicola trova inadeguato il colore di alcuni fiori. Così i Mamavegas decidono di inseguire le loro ombre chiudendosi in una casa di legno tra le montagne di cui sono innamorati. Lì iniziano a comporre musica ispirata a fantasmi appesi agli alberi, scavatori alieni e il ricordo del rumore che ha abitato le loro teste. Sulle mensole: un dizionario per visionari, chitarre di ampio respiro, artigianato elettronico, un basso rampicante e molte spezie in fusti e bacchette. In quella casa si sta così bene che vi invitano a curiosare e passarci del tempo. La porta è sempre socchiusa, la strada è quella che passa per St. Ruiz.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati