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I Mardi Gras vengono da Roma. Il nome del gruppo deriva dall'ultimo album in studio dei Creedence Clearwater Revival, oltre ad essere il Carnevale di New Orleans, un caleidoscopio di musica, colori ed energia. Italiani ma da sempre con l’orecchio e il cuore rivolti verso i songwriters americani, irlandesi ed inglesi, i Mardi Gras hanno la voglia di raccontare storie, sentimenti e movimenti dell’anima. Una volontà di ricerca sonora con nuove sfide da affrontare, un percorso che negli anni li ha fatti evolvere da gruppo acustico ad una vera e propria rock band. Da un album come “Drops made” (Goodfellas), “sette piccoli quadretti classici e senza tempo" (Rockerilla), ad “Among the streams” (Route 61 Music), in cui il blend di irish rock, country e americana ha portato l’album ad essere una delle rivelazioni e disco dell'anno secondo la stampa e la critica specializzata che molto apprezzò anche la cover di Bruce Springsteen "Land of hope and dreams" comparsa nel tributo italiano "For You 2" (Route61 Music). Le svariate esperienze sui palchi italiani anche al fianco di artisti come i Frames (Glen Hansard), Billy Bragg, Giorgio Canali, Paolo Benvegnù e Noah and the Whale, li hanno imposti come una band dalla "sanguigna passionalità liberata soprattutto dal vivo" (Federico Guglielmi, Mucchio Selvaggio). Le due canzoni di protesta dei Mardi Gras "The wait" (contro la pena di morte) e "Scarecrow in the snow" (sulla paura del diverso indotta dai politici per scopi elettorali) sono ambedue ospiti del sito Songs of the times di Neil Young, una raccolta di “peace and protest songs” che il cantautore canadese ha stilato dopo l’11 settembre.
I loto brani hanno risuonato in svariate radio americane e europee, portando la band ad esibirsi anche in Irlanda comparendo spesso su Hot Press la bibbia del rock irlandese.
I due nuovi singoli dei Mardi Gras: "Feel Alright" e "Your constellation" usciti nel 2012 sono inclusi nella "Hitmania 2013" sul cd next vol.2 dedicato alle band italiane, con "Feel alright" tuttora nella Indie Musc Like di Audiocoop, classifica dei brani più graditi da radio e new media italiani
IL nuovo album del 2015 è "Playground" inciso per Aereostella-Et Team con distribuzione Self Pirames.
14 brani tra ballads, rock, con molti riferimenti letterari da John Fante (Road Song) a Stevenson (Painlover) fino al green anthem "Are we ready for the sun", passando per brani che raccontano lettere al fronte (Another Place) citazioni del Book of Kells irlandese (Snakes and Bones), fino ad arrivare ai Dc Comics (Superfriends) e al brano finale "Kiss the night" un brano dove la violenza sulle donne viene raccontata dalla vittima e dal carnefice, dove la vittima cade nella trappola del autolesionisma, dandosi le colpe della terrificante condotta del partner visto come un mare placido nel quale immergersi.

"Playground" racchiude proprio questo, un parco giochi sonoro dove la band si è molto divertita a giocare con suoni e nuove attitudini, il tutto al servizio della voce di Claudia Loddo, frontwoman versatile e intensa, qua anche come autrice di alcuni brani
I Mardi Gras sono una band di sei elementi proveniente da Roma, italianissimi ma da sempre con le orecchie e il cuore rivolto verso i songwriter americani, irlandesi e inglesi.
“Playground” è il loro terzo disco, masterizzato presso gli Abbey Road Studios di Londra da Simon Gibson, che vede come ospite nella rotonda “Road Song” il cantautore irlandese Mundy.

Scritto, arrangiato ed eseguito da Claudia Loddo (voce), Andrea Casini (basso), Fabrizio Fontanelli (chitarra acustica), Mauro Lopez (batteria), Alessandro Matilli (pianoforte e synth) e Simone Sammarone (chitarra elettrica), “Playground” è il lavoro più completo finora inciso dai Mardi Gras. Quattordici tracce per un’ora di musica in grado di muoversi fra sonorità più aggressive (“Painlover”, “Superfriends”) e momenti maggiormente romantici (“Before I Die”, tutta giocata su piano e voce, “Mine”, “Snakes And Bones”), oppure posizionarsi all’esatto crocevia (“Never”), senza mai disdegnare l’approccio alt-pop (“Are We Ready For The Sun?”), con la voce della Loddo in grado di muoversi agilmente fra diversi registri.

Le qualità tecniche del sestetto sono fuori discussione, la scrittura risulta matura e ben a fuoco, la produzione internazionale dona un’aura europea che contribuirà a rendere il prodotto perfettamente esportabile, e del resto i Mardi Gras già in passato si sono trovati a calcare importanti palchi esteri. Le carte in regola ci sono tutte per osare finalmente il grande salto.
(Onda Rock)

"Mardi Gras are doing some interesting things, and seem to have the work ethic any band needs to succed. They dont mention any specific Irish dates, but from the sound of this demo they would be worth the bus fare into town - if not quite the plane fare to Rome." DEBBIE SHKOW Hot Press- Dublin