TESTO
Ho detto a ventun’anni: “lo faccio” ma non l'ho fatto
mi vedi sto uno straccio
neanche mi alzo
potrei essere meglio però il baratro mi attira
non sai quanto sono triste a letto
il sabato mattina
perché
un'amica non mi parla
la vita è una condanna
ci ho messo una pietra sopra però adesso è una montagna
e tu mi dici: “guarda fuori
se stai male
che non siamo soli e qualcuno
ti può aiutare”
ed io vorrei solo un abbraccio se mi giro quando piango
non dovrei essere qui
sto improvvisando
vuoi che te ne parli ma non sono bravo a farlo e tu lo sai che per me
raccontarlo
è già un traguardo
cerco una direzione
però non ce la faccio
vorrei solo dire: “basta” a queste paranoie solo per andare altrove
ma come ci arrivo?
forse non importa dove
è un cuore condiviso
ora mi conosco
più o meno
ma non mi rivedo più dietro di me
se valevo meno di zero faccia da scemo
faccio da me
non sono come sono
sono quello che mostro
mi faccio bello
se posso
pure se
è tutto l'opposto
non sono quello che posto conosco un posto
dove
non importa il costo
di quello che indosso
è il civico nostro
mi faccio posto in un mondo ma non mi ci riconosco
sono un cinico stronzo
dai mi avvicino se posso giuro non porto noie
ma tu mi guardi storto anche se
ho esposto
il nome
senti sul polso il cuore
faccio ricorso se
non ho ragione
se mi dai torto ma non porti prove
tu mi vieni in soccorso con un cortisone perché mi fa male
e non so dirti dove
viviamo col timore
che non sopravvivo
e conviviamo col continuo imperativo
di rimuovere il dolore
ed io continuo con sto vino per anestetizzarlo però ho fatto un casino
e poi sono in ritardo
ora mi conosco
più o meno
ma non mi rivedo più dietro di me
se valevo meno di zero faccia da scemo
faccio da me
vorrei dire è necessario
interrogarsi?
il casino che c'ho in testa lo completi
e siamo sparsi
che parliamo
della guerra
e delle pare
come fossero importanti
però se non ti risolvi prima
che cazzo vuoi dare
agli altri
parlami del tempo
e quanto ti spaventa
ho sempre un orologio spento
un po' come per dire
aspetta
parliamo di quanto questa vita ci va stretta ma restiamo ancora un po’
che non abbiamo fretta
PLAYER
Premi play per ascoltare il brano Faccia da scemo di Matteo Ponti:
DESCRIZIONE
Sequel di "Ventuno", con il pianoforte di Paolo De Santis. Parla del peso delle maschere e dell'immagine che mostriamo agli altri. Dal vivo diventa una versione punk in full band, con pogo sotto al palco.
CREDITS
Pianoforte, mix e master di Paolo de Santis
ALBUM E INFORMAZIONI
La canzone Faccia da scemo si trova nell'album Stammi Bene uscito nel 2026 per Piuma Dischi.

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L'articolo Matteo Ponti - Faccia da scemo testo lyric di Matteo Ponti è apparso su Rockit.it il 2026-10-04 13:15:55
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