Ero molto curioso di sapere di cosa avrei parlato da grande. Stavo lì intorno al tavolo dei grandi e mi chiedevo come facessero a trovare tanti argomenti di cui discutere. Poi attraversai la fase in cui mi ero deciso a non aprire bocca: nemmeno sotto tortura. Però osservavo molto e mi facevo delle idee. Credevo che quelle idee fossero scemenze e che fosse meglio tenerle nascoste dentro di me. Così continuai a tener la bocca chiusa. Eppure mano a mano andavo scoprendo che la stranezza è comune a tanta gente. Oppure a poca gente, ma tutta intorno a me. La musica e il disegno come espressione.. ma ancora niente parole. Fino a quando per sbaglio parlai nel sonno. Nel buio le parole si inserivano in una melodia che si sviluppava vorticosamente e a tratti ritornava al principio per poi ripartire con ancora più slancio. Quella notte ho cominciato a parlare ed ora ho tanto tempo da recuperare.