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Descrizione

LONDRA
Nove canzoni incentrate sul tema del viaggio, nove ritratti in cui il punto prospettico su chi e destinato a partire cambia, in cui il fil rouge rimane lo stesso: arriva un momento in cui bisogna prendere tutto e andare
anche, se spesso, non si sa dove ne perché. Ma Londra non vuole essere un concept album ma con in copertina una valigia, piena di oggetti di una vita, sempre pronta per partire o come appiglio per restare ancora un po' fermi qui, Londra e un insieme di tutto questo, una storia alla fine di viaggi, ritrovati tra loro a volte per caso.

Tormentata Baby
Il viaggio come ritorno: alle origini, al nido, in quel luogo dell'anima in cui finiamo sempre ciclicamente per rifugiarci. E che immancabilmente abbandoniamo, per affrontare la vita e le nostre paure.

1000 Miglia
Il viaggio come fuga, il distacco fisico come unica soluzione per un rapporto incrinato. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore: piuttosto, rendersi conto di essere già lontani con la mente e con lo spirito.

Hai mai?
Il viaggio come impulso: a partire, muoversi, cambiare vita e orizzonti. Con quella voce nella testa che come una sirena ammalia e porta a lanciarsi verso l'ignoto, senza avere chiaro in testa la meta da raggiungere.

La mia rivincita
Il viaggio come resurrezione. Andarsene, ripartire da zero per riscattare la propria vita, la propria dignità, giorno dopo giorno. Un percorso interiore che porta a una nuova nascita, e a guardare il mondo con occhi nuovi.

La tua pelle
Il viaggio come trasformazione: ritrovare una persona cara cambiata quasi a livello molecolare, nell'odore della pelle, segnata da esperienze impossibili da raccontare. Che il viaggio sia stato fisico o spirituale, poco importa.

Mendicante
Il viaggio come vagabondaggio: errare per la terra senza mai fermarsi, senza avere più un luogo a cui fare ritorno, da poter chiamare casa. In balia del vento come una pianta senza più radici, la conseguenza di una vita fatta di sconfitte.

Londra
Il viaggio come speranza, alla ricerca di quel luogo “altro” che ci appare mitico e che quasi sempre delude le nostre aspettative. Come se la distanza, i chilometri da casa, potessero risolvere qualcosa.

Lei, ancora lei
Il viaggio come sua negazione: trovare la forza di restare, aggrappandosi a qualsiasi cosa per non cedere al disagio, alla propria precarietà. Riconoscere in una persona il punto di partenza e di arrivo di sé stessi.

Parole giuste, parole sbagliate
Il viaggio e finito, il sole sta calando. Le energie per resistere al peso della vita se ne vanno, non resta che chiudere gli occhi e cercare in sé e in chi ci sta accanto un motivo per ricominciare... Domani.

Credits

Prodotto da Marco Bertoni presso lo Studio Ghee di Bologna.
Hanno suonato:
Paolo Rossi - voce e basso
Alberto Lepri - chitarra e cori
Mattia Giacobazzi - batteria
Paolo Giliberti - chitarra su tutti i brani, eccetto “Parole giuste, Parole sbagliate”
Andrea Russo - pianoforte in “Parole giuste, Parole sbagliate”

Commenti

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