Descrizione

Esce il 22 gennaio 2016 per Libellula “Si scrive Med In Itali”, secondo lavoro discografico dei Med In Itali, formazione torinese che nel 2012 con l’esordio “Coltivare piante grasse” aveva messo d’accordo critica e pubblico, collezionando in un anno di tour oltre 80 concerti in tutta Italia. Un album che nasce da un intenso lavoro di produzione durato oltre due anni, culminato in dodici tracce dal consueto sound acustico arricchito questa volta da una sezione fiati (sax, tromba e trombone) arrangiata da Carolina Bubbico e Nicolò Bottasso (Duo Bottasso), con la co-produzione artistica di Andrea Bergesio. “Si scrive Med In Itali” è un nuovo passo verso la maturità per la formazione torinese, che mantiene la sua ricercatezza in ambito compositivo e stilistico, senza però trascurare la musicalità e la facilità d’ascolto: tempi dispari e repentini cambi di ritmo e tonalità si amalgamano dolcemente con le melodie vocali di Niccolò Maffei. Rispetto al precedente album il quartetto composto dallo stesso Niccolò alla voce e chitarra con Matteo Bessone alla batteria, Dario Scopesi al basso e contrabbasso e Nicolò Bottasso alla tromba e violino, si avvicina a sonorità più jazz, contaminandole con ritmi latini, reggae e funky.
I testi presentano anche in questo nuovo lavoro la doppia faccia dei Med In Itali, da un lato quella più frivola, scherzosa e disimpegnata, dall’altro quella più dura e cinica, a tratti anche disillusa rispetto alla realtà e al sistema Italia in particolare. Un percorso che racconta il punto di vista di un trentenne che nel 2016 si approccia a una nuova fase della propria vita e agli oneri, onori e responsabilità che questa comporta. Si passa quindi da brani come “Cumal’è”, in cui avere trent’anni significa iniziare ad avere una vita sociale meno attiva, a “Statue di vetro”, in cui invece vuol dire fare un resoconto del percorso fatto finora, e non sentirsi mai pienamente soddisfatti. L’Italia è presente in tutto il disco, a partire dal brano “Med in Itali” in cui al coro di “Siamo tutti Med In Itali” la band declina una manciata di stereotipi di mala-italianità, così come in “Comico”, in cui è la politica ad essere protagonista. Ci sono poi anche le ballate come “Eroi” o “Sola”, due storie d’amore diverse tra loro ma entrambe cariche di intensità, l’ironia di “Difetto Congenito” e “Maledetta Primavera”, la nostalgia in “La nonna”.

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