Descrizione

«“Vorrei che morissi d'arte” è insieme un augurio e una minaccia, una mia visione della contemporaneità, tra scacchisti e potenti, pazzi, girovaghi e sentimenti puri»
Con queste parole il cantautore Mico Argirò (originario di Agropoli, in provincia di Salerno) descrive il suo nuovo lavoro in studio, “Vorrei che morissi d’arte”, in uscita il 29 ottobre.
«Se il tutto parte da una visione disastrosa del presente, l’approdo finale è nella possibilità di vivere diversamente, di scegliere un’alternativa. “Vorrei che morissi d'arte” narra di storie semplici, senza retorica o eccessive costruzioni. I brani sono il frutto di anni di lavoro e di scrittura, di registrazioni e sacrifici, di serate e, soprattutto, di nottate a lavorare: anni in cui sono cambiato, cresciuto, maturato. Tengo davvero molto a questo lavoro».
Anticipato dal singolo+videoclip “Il polacco”, “Vorrei che morissi d’arte” è un album in bilico fra la canzone d’autore italiana e il pop-rock internazione ma che abbraccia anche altri generi musicali quali il reggae e la musica concreta.
«In “Vorrei che morissi d’arte” è presente l’influenza della canzone d'autore italiana (De André, De Gregori, Capossela) senza disdegnare aperture verso altri autori quali Sting, Goran Bregović, i Beatles, i Pink Floyd o, ancora, Yann Tiersen (che è uno dei miei modelli per quanto riguarda la stesura delle musiche che compongo per il teatro) fino al reggae e alla musica concreta di Cage».

Credits

Al disco hanno partecipato:
Emilio Di Mauro: piano e tastiere
Frank Cara: chitarra elettrica
Gaetano Pomposelli: chitarra classica
Giampietro Marra: percussioni
Antonio Brunetti: basso
Gianni Ciongoli: chitarra elettrica
Pierfrancesco Vairo: batteria
Giuseppe Iaccarino: basso
Giovanni Chiariello: tromba
Yuri Di Lucia: sax
Andrea Palladino: corno
Antonio Russo Uke: ukulele
Carmine Mandia: Fisarmonica
Fabiana Pulisci: voce

Registrato, missato e masterizzato da Ivan Malzone
Testi e musiche: Mico Argirò
Arrangiamenti: Mico Argirò e Emilio Di Mauro

Copertina e progetto grafico dell’album a cura di Giovanni Carbone per “Contatto”
Comunicazione: Qalt
Il disco fisico è un’opera inedita e limitata della pittrice Stefania Patella

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati