Gianni Venturi & Lucien Moreau - Qohèlet testo lyric

TESTO

Io che sono il tutto di me, il niente
Sono tutto e niente
Sono mente
Io sono un raggio di sole, l’aurora, la nebbia nelle campagne
Che nasconde la forma
Il mutaforma
Io sono mio fratello, mio padre
Io sono mia madre che sorseggia lacrime amare
Sono l’amare del dolce risveglio
Tutto e niente
Tutto il niente che deborda
Da occhi ghiaccio e io giaccio
Proteso all’interno di me
Sono il silenzio che sfreccia
La freccia nel cuore del mercante di sale
Sono martire a Sarajevo
Sono la sabbia dell’Iraq
Sono il velo della vergine
Sono la rivolta del divenire
O l’assurda straziante via del proseguire
Dalle stelle solo ghiaccio bollente
Dal cielo silenzio opprimente
Dalla gente che s’imbranca belante
Schiuma nulla dilagante
La neve la neve la nave che solca mari
Di tempesta amichevole
D’uragano compiacente
Tutto e niente, il bacio, la carezza
Tutto e niente, la promessa degli amanti
E così ebbro d’assenza
In tono con l’onda dell’eterea presenza
D’un segnale del tempo mancante
L’anello che unisce la specie belante
Allo struzzo che nascosta la testa
Contende lo spazio a formiche
E la danza, le risa, il giubilo, che tutto sale
Tutto sale come un canto dissonante
Mamma che dal tuo candore
Ho visto germogliare la rosa
Babbo dalla forte mano carezza
Le labbra serrate di bimbo
Sulla tavola imbandita di niente
Io sono ancora immerso in me
Che la strada pare finire
Ed il confine un dirupo fiammeggiante
Tutto è niente ed il niente è tutto
Sono la rivolta del divenire
O l’assurda straziante via del proseguire
Dalle stelle solo ghiaccio bollente
Dal cielo silenzio opprimente
Ed ecco pare spegnersi la luce
Che già fioca luminava il nero
D’un cielo petrolio buio
Pure la nota sibilante trattiene l’accordo che si forma
Tutto tace, tutto tace
Pure il coro grondante ammutolita voce
Il guitto perso ha il riso
Il saggio non ha di che dire
Dal palco ridondante si è fermata l’orchestra
Il niente come virus avanza
Dal pulpito nemmeno il monaco ha pace
Il niente è nelle mani della gente
Il niente è nelle parole inutili, nei gesti fuori tempo
Il niente è negli occhi del politico petulante
Il niente d’un governo che avanza e dell’altro che s’allontana
Il niente della pace
Il niente della promessa
Il niente dell’acqua
Il niente deserto
Ora in questa ora in cui lentamente mi riconosco
Osservo la mia mano della carezza
Sfioro le labbra dei baci perduti
Mi siedo sull’argine del mio pensiero
E rammento l’amore
Quello dato quello ricevuto
E quello che non ho dato ma che avrei potuto dare

CREDITS

Testo e voce – Gianni Venturi Composizione e musica – Lucien Moreau

ALBUM E INFORMAZIONI

La canzone Qohèlet si trova nell'album Moloch uscito nel 2015.

Copertina dell'album Moloch, di Gianni Venturi & Lucien Moreau

---
L'articolo Gianni Venturi & Lucien Moreau - Qohèlet testo lyric di Gianni Venturi & Lucien Moreau è apparso su Rockit.it il 2016-03-11 15:29:53

COMMENTI

Aggiungi un commento avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia