Descrizione a cura della band

A distanza di tre anni dalla sua ultima produzione discografica, Montenero ritorna sulla scena con il suo primo album ufficiale, “Manovalanza”, edito dall’etichetta Red Carpet Music.

Il titolo svela un aspetto fondante del disco: Montenero con le sue rime riesce a trasmettere immagini di vita di strada, raccontando tutto con consapevolezza e senza la voglia di esaltare il lato rischioso. A emergere è la voglia di uscire dagli schemi di una vita faticosa: man mano che i versi scorrono, infatti, prende forma la storia di un ragazzo che sogna di volare ma è incastrato tra i palazzi della periferia milanese.

Le collaborazioni sono varie e tutte di prestigio, a partire dai beat, confezionati da produttori che non hanno bisogno di aggettivi, come Bassi Mestro, Don Joe e Shocca, fino ad arrivare alle parti rappate, interpretate da nomi di punta della scena hip hop come Ensi, Vincenzo da via Anfossi, Gué Pequeno e Luchè. Questi ultimi due figurano anche nel primo singolo (e nel relativo videoclip) estratto dal disco, “Tale padre”, in cui i tre rapper dedicano un’ode ai loro padri, un vero e proprio omaggio all’impegno genitoriale.

Chi conosceva Montenero per la sua attitudine dura al microfono, noterà un cambio di registro: in “Manovalanza” si scopre un rapper più introspettivo che, come conseguenza di una crescita personale, non teme di mettere a nudo alcuni aspetti della sua personalità, anche intimi. Per gli amanti dello “streetrap” in ogni caso non mancano le rime che colpiscono, anche per arroganza, di cui il rapper milanese classe 1982 è uno specialista.

“Manovalanza” è un album di un rapper partito dal basso e con gli occhi sempre aperti sul mondo che lo circonda.

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