Mosè Santamaria, cantautore mistico quotidiano, nato nel 1983 d.C. a Genova svezzato a Talking Heads, Depeche Mode e The Cure.
Folgorato un pomeriggio a rientro a casa dall'asilo da "La voce del padrone” di Franco Battiato, comincia ad ascoltare le cassette sotto i sedili della R4 rossa dei genitori e i vinili riposti sopra le mensole in salotto, così in alto e sacri, come reliquie in un tabernacolo, un vero e proprio catechismo del cantautorato e del rock '70 - '80.
Un percorso di iniziazione onnivoro, la cui peculiarità è quella di confluire espressioni artistiche, mistiche e politiche differenti in un unico bazar di parole, immagini e suoni in un epoca benedetta dal “touch screen”.
Durante gli anni dell’università partecipa ad alcuni contest su Genova e Provincia per poi aprire diversi concerti di artisti locali come Claudia Pastorino e Acustico Medio Levante; ma il vero “battesimo del fuoco” avviene nel 2009 quando comincia a farsi le osse con i primi live nei circoli e nei locali della zona.
Nel 2011 si trasferisce a Verona e grazie a una manciata di esibizioni e comparsate incrocia Martino Cuman (Non Voglio che Clara) e Marcello Battelli (Teatro degli Orrori) coi quali collabora per la produzione artistica del suo Primo album: #RisorseUmane.