Mosè Santamaria Come cani per strada 2022 - Pop, Indie, Dance

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Forse un po' fuori tempo massimo ma comunque qualcosa di buona c'è

Parlare di questo Come cani per strada di Mosè Santamaria è abbastanza semplice. Già perché questo album appartiene a un genere ben definito, che lo stesso Santamaria rivendica, praticamente, a ogni pezzo. Sto parlando di quell'indie post 2015, chiamato secondo gli antichi testi "it-pop" che, in larga misura, era stato perso dai radar della musica che conta da, all'incirca, tre anni, forse quattro. E invece, tra le pieghe di pezzi quali "Occhi nudi", la mia canzone preferito del disco, si rintraccia con facilità quel periodo che, tra alti e bassi, ha formato gran parte della scena musicale italiana degli ultimi anni.

"Come cani per strada è una sorta di viaggio iniziatico alla riscoperta della felicità, non un libro illustrato per bambini. Ogni canzone ti mette di fronte a un aspetto della tua vita alla quale hai dato il potere di fare di te ciò che vuole. La felicità non è uno stato di euforia o allegria, è la piena e profonda consapevolezza della vita che mi attraversa e della mia autenticità". 

Ahinoi, però, proprio la già citata aderenza al genere è, al tempo stesso, croce e delizia del lavoro in questione. Da un lato, infatti, abbiamo una produzione che non regala troppe sorprese, non allontanandosi mai dal solco/percorso tracciato da altri e, perciò, mancando un po' di originalità e di "proprietà della proposta". Dall'altro, tuttavia, proprio questa fedeltà alla linea potrebbe essere il pregio definitivo per chi, ancora oggi, non è sazio di "serate inutili, finite al mattino con un nuovo hangover". A proposito: hangover è davvero, oramai, una parola arcaica, buona solo per una trilogia cinematografica molto bella ma per il resto, forse, è un po' il caso di usare "sbronza" o, il più aulico e musicale, "sbornia", che ne dite?

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La recensione Come cani per strada di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2022-12-13 08:25:49

COMMENTI (4)

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  • EleuteriovonNestor 2 anni fa Rispondi

    Boh, cioè, ma chi si sofferma solo una parola? Quella è la chiusa, che c'entra: "Ahinoi, però, proprio la già citata aderenza al genere è, al tempo stesso, croce e delizia del lavoro in questione. Da un lato, infatti, abbiamo una produzione che non regala troppe sorprese, non allontanandosi mai dal solco/percorso tracciato da altri e, perciò, mancando un po' di originalità e di "proprietà della proposta". Qui è proprio fare tutt'altro che soffermarsi su un solo aspetto. Le critiche ci sono, e ci mancherebbe ancora venissi accusato di optare per una pars denstruens (non l'hai fatto eh, intesi, però permettimi di specificare) ma ci sono anche le argomentazioni, così come per la pars construens. Grazie ancora per l'attenzione

  • mosesantamaria 2 anni fa Rispondi

    La sua risposta è quello che tradizionalmente si definisce "arrampicarsi sugli specchi" dopo essere stato colti un pochino in difetto.

    Soffermarsi solo su una parola significa non aver ascoltato l'album, poi sarebbe stato legittimo se non le fosse piaciuto. Ma qui mancano mte cose senza andare a riesumare il Duce. Buone cose.

  • EleuteriovonNestor 2 anni fa Rispondi

    Ciao grazie per le tue parole. Comunque, al netto che il disco è già uscito da un po' di giorni, ben prima delle otto di questa mattina, e quindi noto agli addetti ai lavori, ho seguito il tuo lavoro sin dal Tenco 2015. Ahimè, magari sbagliando, non ho ravvisato questa gran evoluzione, anzi. Detto questo buona musica e cose. Degli Ordini professionali eredi del Fascismo, sinceramente, mi interessa il giusto. Rimango però delle mie posizioni sull'uso, anzi abuso di hangover. Spiaze :⁠-⁠)

  • mosesantamaria 2 anni fa Rispondi

    @EleuteriovonNestor La ringrazio per la recensione dell'album, del quale il materiale le è arrivato alle 8.00 della mattina (notifica via mail da parte di Rockit) e che lei attentamente ha ascoltato, probabilmente fino alla traccia numero 3 per poi pubblicare il suo lavoro alle 8.30.

    Recensione che dimostra la sua superficialità e mancanza di strumenti per valutare il mio lavoro.

    Non tanto per una mancanza di elogi, che poco mi interessano, proprio perché si percepisce che non ha ascoltato tutta l'opera.

    Se questo è il suo approccio al giornalismo le consiglio vivamente di limitarsi a fare il pubblicista.

    Buon proseguimento

    Mosè Santamaria