NA ISNA - Ascolta e Testo Lyrics Il gobbetto del parco

Brano

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Descrizione Il gobbetto del parco

(versi di Dylan Thomas)

Testo della canzone

Il gobbetto del parco, un signore solitario puntellato tra alberi e acqua
Dall’apertura del lucchetto che l’acqua e gli alberi fa entrare
Fino alla cupa, a sera, campana domenicale.
Mangiava pane da un giornale, beveva acqua da una tazza incatenata
Che i bambini riempivano di ghiaia,
Nella vasca della fontana dove salpavo la mia barca.
Dormiva, di notte, in un canile, e mai nessuno lo incatenava.
Come gli uccelli del parco mattiniero, come l’acqua sedentario.
E “Signore!”, chiamavano “Ehi, signore!”, gli scolari vagabondi,
Scappando, quando li aveva uditi, fuori portata di voce,
Oltre il laghetto e i finti scogli, gobbi per burla, ridendo
Quando agitava il giornale dentro lo zoo chiassoso del boschetto di salici,
Sfuggendo al guardiano del parco, col bastone con cui raccoglieva le foglie.
E il buon cane solitario sonnecchiava tra cigni e bambinaie,
Mentre i ragazzi lanciavano tigri dagli occhi ed i boschetti erano blu di marinai,
Per tutto il giorno, fino alla campana. Fino alla campana..

Una figura perfetta di donna, alta e diritta come un giovane olmo, dalle sue ossa
Contorte creava che potesse restare la notte, dopo i lucchetti e le catene.

Tutta la notte nel parco disfatto, dopo che le inferriate e le macchie, gli arbusti,
Gli uccelli, l’erba, gli alberi, i laghetti e i ragazzacci, innocenti come fragole,
Seguito avessero il gobbetto al suo canile, nel buio.

Album che contiene Il gobbetto del parco

album Un dio furioso - NA ISNAUn dio furioso
2014 - Cantautore, Indie, Post-Rock
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