Morricone: ecco come mi sono scontrato con i più grandi registi

Ennio Morricone e il suo duro rapporto con i registiEnnio Morricone e il suo duro rapporto con i registi
28/08/2012

È uscito oggi sul Messaggero un lungo articolo a firma Ennio Morricone e a cura di Tommaso De Lorenzis, in cui il compositore racconta la sua esperienza con alcuni dei grandi registi con cui ha collaborato nel corso della sua carriera. Nell'articolo emerge chiaramente il fatto che, nel corso degli anni, il rapporto con i registi è sempre stato basato su una contrapposizione tra l'idea "alta" di musica dello stesso Morricone e l'approccio più "pop" e leggero dei registi.

Morricone spiega di avere iniziato presso la scuola per compositori e di essersi poi fatto le ossa grazie alla radio, dove si confrontava con arrangiamenti di musica leggera: «Consideravo quel mestiere con una certa spocchia e una buona dose di superiorità, ritenendolo eccessivamente al servizio della melodia cantata. E così provavo a riscattarlo, introducendo negli arrangiamenti qualcosa che li rendesse autonomi rispetto al tema melodico».

L'articolo continua citando il lavoro con Pier Paolo Pasolini, Sergio Leone, Gillo Pontecorvo e molti altri. In tutte queste collaborazioni si ripete lo scontro descritto in precedenza, che spesso si è risolto a favore del compositore. Non con brian De Palma, però: «Ma non sempre il compositore ha ragione e – a volte – l’intuizione giusta è quella del regista. Realizzai al pianoforte i temi di Gli Intoccabili in quarantott’ore a New York, quando vidi il film con De Palma. Tutto sembrava andar bene, ma – prima di salutarci – mi fece notare che mancava ancora una traccia: l’ultima, quella del trionfo conclusivo dei detective».

Morricone non apprezza infatti i «finali trionfalistici», nei quali l'orchestra sottolinea con toni enfatici la vittoria del protagonista. Continua Morricone: «Cercai di convincere De Palma a sfuggire ai cliché, ma fu lui a spuntarla. Non si trattava solo della vittoria di Eliot Ness su Al Capone. Fu anche quella del regista sul compositore, perché – in quel caso specifico, in quell’inquadratura lunghissima che sale sulla strada – ci voleva una simile apoteosi».

Leggi l'articolo completo su Il Messaggero

Tag: film colonna sonora

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