L’mp3 è ufficialmente morto: ecco i formati che potrebbero sostituirlo

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15/05/2017 11:11 di

Le nuove generazioni non ascolteranno più musica in mp3. Non si sa ancora quando si abbandonerà del tutto questo formato ma è possibile definire con certezza la data d’inizio di questo cambiamento così importante: 23 aprile. È il giorno in cui The Fraunhofer Institute for Integrated Circuits - l’istituzione tedesca che lavorò al formato e che ne finanziò lo sviluppo alla fine degli anni ’80 - ha annunciato che tutti i programmi e i brevetti relativi all’Mp3 verranno terminati.

Nel comunicato rilasciato si delinea anche il perché di tale scelta: l’mp3 è formato superato e ad oggi ci sono codifiche audio molto più efficienti come l’AAC, già utilizzato da diversi servizi di broadcasting di tv e radio, oppure, in un futuro non troppo lontano, sarà sostituito dall’eccezionale Mpeg-H.

La si può intendere come una rivincita verso tutti quelli che hanno sempre tifato contro l’mp3. Il produttore Tommaso Colliva, ad esempio, ci aveva spiegato come l'mp3 potesse cambiare radicalmente le nostre abitudini d’ascolto: “se tu prendi un mp3 e una traccia ad alta risoluzione, a meno che tu non abbia uno stereo importante, puoi non sentire la differenza. Il problema è che se ti abitui ad ascoltare musica con una ridotta gamma dinamica, gli mp3 appunto, educhi il tuo cervello a cose diverse”.

Un recente studio della Audio Engineering Library ha dimostrato come l’mp3, ed altri tipi di compressione a bassa qualità, possa avere effetti negativi sulla resa sonora di determinati strumenti e la conseguente diminuzione del potenziale emotivo del brano stesso: l'mp3 riduce la capacità di una canzone di trasmettere sensazioni come gioia e calma, rafforzando, invece, altri stati emotivi come la tristezza e lo spavento.

Tra i tanti formati che potrebbe sostituire l’mp3 ci sarebbe anche l'MQA, la nuova codifica che garantirebbe lo streaming con una qualità audio pari a quella del CD senza bisogno di alcun tipo di decoder. Se volete approfondire, in quest’articolo Matteo Cantaluppi ci spiega bene di che si tratta.

(via)

Tag: tecnologia

Commenti (1)

  • Claudio Monza 15/05/2017 ore 23:34 @unclealbert

    scusate,
    con i prodotti cinokorea,
    i finti subwoofer che poi sono mirdange
    i tv senza altoparlanti.
    i DJ che si sentono artisti
    e la DEVASTAZIONE ATOMICA DELLA LOUDNESS WAR che ormai imperverda da 15 anni su reprint, codificatori del put e audio koreano (si, il piu' venduto!)

    http://allarovescia.blogspot.it/2015/11/boxncone-2628.html

    pensiamo veramente che sia necessario una migliore compressione o, forse, dare a fuoco a tutti i prodotti dove esiste la scritta subwoofer?
    Non sarebbe meglio eliminare le cuffie da 5E?
    Non sarebbe il caso di denigrare ampli da 1650W e 6 "casse" ma da 1Kg e distorsione a soli 10W del 15%.

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