Ascoltare musica triste in compagnia vi renderà ancora più depressi, lo dice questo studio

14/06/2017 10:38 di

Non è la prima volta che vi presentiamo ricerche scientifiche che spiegano come la musica sia un ottimo metodo per migliorare il nostro umore, oltre ad un buon mezzo per fare amicizia. Spesso si cade nella generalizzazione che ascoltare una canzone che ci piace risolva ogni problema psicologico o comportamentale ma, mai ci fosse bisogno di chiarirlo, non sempre è la cura di tutti mali, anzi.

La dott.ssa Sandra Garrido della Western Sydney University ha da poco pubblicato uno studio sull’autorevole Frontiers in Psychology inerente a come la musica possa influire su quei soggetti inclini alla cosiddetta ruminazione mentale, ovvero la tendenza a ossessionarsi sui pensieri negativi e sui lati che meno apprezziamo di noi stessi, inseriti all’interno di un gruppo che ascolta musica. Come era prevedibile, se ascoltare canzoni aiuta le capacità relazionali e ci spinge ad raggiungere una migliore sintonia all’interno di un gruppo di persone, tale facilità nel condividere le emozioni può diventare addirittura negativa a seconda dei brani scelti. Ascoltare musica triste tutti insieme può facitilitare la ruminazione mentale, indurre i vari soggetti a influenzarsi a vicenda e amplificare possibili effetti depressivi.

Per dimostrarlo la dottoressa ha sottoposto un questionario a un campione di 697 intervistati a cui è stato chiesto prima di descrivere il loro rapporto con la musica e che tipo di effetti hanno dall’ascolto di un brano, e poi di rispondere a una dettagliata serie di domande che aiutassero il suo team a tracciare possibili sintomi di depressione, ansia, stress, tendenze ad emulare gli altri se inseriti in un gruppo, oltre ad una serie di quesiti specifici sugli effetti dell’ascolto di canzoni, sia da soli che in compagnia. 

 


Secondo la dottoressa la ruminazione mentale associata alla musica è più probabile tra i giovani. “Il fatto che i giovani con tendenze depressive frequentino altri gruppi di persone è certamente positivo perché li aiuta con un prezioso sostegno di tipo sociale” - chiarisce la dottoressa - “È importante, però, capire come questi individui siano più suscettibili alla ruminazione mentale e possano essere influenzati negativamente dai discorsi fatti o dalle canzoni condivise, a quel punto il feedback sociale non fa che diventare un ulteriore peso su di loro”.

La dott.ssa Garrido ci tiene evitare esagerazioni o eccessivi allarmismi, sottolineando come di norma le frequentazioni sociali abbiamo spesso positivi sulle persone malate di depressione, il suo intento è però sfatare il mito che la musica sia una panacea contro qualsiasi malumore e studiare sempre più nel dettaglio come influisca sulle dinamiche di gruppo. Sono già previste altre ricerche a riguardo.

(via)

Tag: scienza

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