La guida ai migliori club londinesi secondo Nervous Horizon

Grafiche di Cosimo NescaGrafiche di Cosimo Nesca
05/10/2017 10:28 di Tommaso Wallwork di Nervous Horizon

Come ben noto Londra è una delle principali capitali mondiali del clubbing e della rave culture. A Londra la noia è l’ultimo dei problemi, anzi il problema è la troppa scelta, ti perdi sempre qualcosa e, se non te lo vuoi perdere, devi prendere taxi da un locale all’altro e fare serata in più posti. Con una popolazione metropolitana che si avvicina ai 14 milioni di abitanti, oggi a Londra ci sono circa 300 club e più di 2000 bar.

 Vivo qui da quasi 10 anni e purtroppo un problema ricorrente sono i soliti squali imprenditori edili che cercano sempre di chiudere qualche club importante per costruire l’ennesimo albergo o blocco di appartamenti costosi. Fra le vittime di questo trend ci sono locali storici come Herbal, The End, Plastic People e più tardi il Cable o lo Shapes, e per finire il Fabric, che ha subito attacchi per tutto lo scorso anno ma fortunatamente è stato salvato da ingenti donazioni da parte dei supporter del club che ha più 20 anni di storia. Ci sono voluti avvocati pagati qualche centinaia di migliaia di sterline per fermare questi imprenditori, ecco perché per la maggior parte dei locali l’unica opzione è chiudere. Addirittura alcuni locali sostengono che sono le stesse compagnie edili ad arruolare persone in incognito per nascondere droghe nei locali e poi chiamare la polizia per farli chiudere, incredibile…Ovviamente per loro ci sono in ballo appalti da decine milioni di pound.

 Oggi parleremo dei locali preferiti di Nervous Horizon, ovvero Federico Ciampolini, Guglielmo Barzacchini (TSVI) ed io, Tommaso Wallwork (Wallwork). Siamo una crew ed etichetta discografica italo-inglese con base a Londra che da un paio di anni è diventata uno dei principali nomi della nuova scena club Londinese e si sta guadagnando una reputazione internazionale da LA e New York fino a Shanghai, Tokyo e Seoul. Abbiamo fatto partire l’etichetta facendo rave illegali da 500-600 e passa persone in capannoni industriali giganti nel quartiere di Hackney Wick, dove viviamo e abbiamo il nostro studio di registrazione. A partire dal 2013, dopo due anni di rave, ci siamo gradualmente spostati sull’organizzazione di serate in tutti i principali locali londinesi.

 

The AlibiDalston

Il primo locale di cui voglio parlare è il The Alibi, uno dei primi locali ad aprire a Dalston che è fra i quartieri più busy dell’East London. Anche se una semplice discoteca/bar, il fatto che sia gratis entrare, le bevute non costino troppo e le line up siano sempre impeccabili, lo rendono uno dei posti più a colpo sicuro della città. Qui per l’ultimo anno e mezzo abbiamo tenuto la nostra serata Acid Fantasy che io e TSVI gestiamo insieme ai produttori Akito e Loom. Tra l’altro una delle manager del locale è italiana, la nostra amica Giulia Ferrazzi, ed oltre a curare le (super) line up del The Alibi, cura anche quelle del neo-aperto Five Miles in zona Tottenham/Seven Sister, un’altro locale dello stesso proprietario da tenere d’occhio.

 

 

Altri locali famosi da menzionare sempre in zona Dalston sono il Birthdays, di proprietà di Vice, dove presto faremo una serata Acid Fantasy, Bar A Bar, un super disco bar aperto fino a tardi ed il preferito di tanti, il the Nest, il Dalston Superstore e il famoso Visions Video Bar, un’altro must di Kingsland Road (la strada principale che attraversa Dalston).

 

The Yard e Hackney Wick

Come detto prima Hackney Wick è il quartiere dove viviamo, siamo stanziati qui oramai da 4 anni e il locale migliore è il The Yard, una discoteca e un teatro dove fanno party di tutti i tipi.

 

 

C’è da dire però che ogni weekend Hackney Wick si anima, è sempre pieno di capannoni piccoli e grandi, presi in affitto e non, in festa, quindi è uno dei migliori posti dove andare a cercare qualcosa di underground e magari inaspettato.

 

Bussey Building & Rye Wax

Adesso invece andiamo a sud. Il Bussey Building è  di sicuro uno dei locali più interessanti del sud di Londra, nello specifico di Peckham.È un grande complesso che include un mega club a tre piani, un negozio di dischi, il Rye Wax, che di notte diventa pure un piccolo club, e un circolo e art cafè. In tutto questo c’è pure un rooftop bar da cui è possibile vedere tutta Londra, il panorama è bellissimo.

 

 

Qui abbiamo suonato per la prima volta due anni fa a una serata bass di Madam X con Royal T: io, TSVI, Lokane e il milanese Butti. Recentemente TSVI è tornato lì per suonare a una serata di nome Kartel che si incentra su ritmi afro-latini. Fra le prossime serate in arrivo al Bussey ci sarà i 10 anni di Hessle Audio, l’etichetta di Ben Ufo, Pangea e Pearson Sound, una serata decisamente da non perdere! In generale, Peckham è diventato un nuovo importante centro culturale londinese. Noi lo portiamo nel cuore anche perché dietro l’angolo dal Bussey abbiamo fatto il nostro primo Boiler Room nel 2015 con Scratcha DVAAddison Groove e Mickey Pierce, per la release di Hyperdub dello stesso DVA “Allyallrecords”, EP per cui TSVI ha anche fatto un remix.

 

XOYO & Co.

Da un paio di anni a questa parte l’XOYO a Shoreditch si è guadagnato una grande reputazione, e gli svariati mesi di chiusura del Fabric hanno sicuramente influito. È un club a due piani enorme, nella stanza sopra suonano artisti emergenti, mentre giù artisti belli grossi house, techno e bass che spesso fanno dj set “all night long”. Momenti emozionanti anche qui per noi: quando Gilles Peterson The Black Madonna hanno entrambi suonato sulla main dancefloor in serate diverse il nostro pezzo “Wallwork & Tsvi - Facts feat Nico Lindsay” uscito l’anno scorso su Black Acre.

 

 

XOYO è anche proprietario di altri locali importati a Londra come il Phonox di Brixton, dove io e TSVI abbiamo suonato back to back con Plastician e Oneman, due idoli indiscussi della capitale. Inoltre sono proprietari del Camden Assembly, un club super carino a Camden che hanno appena ristrutturato. A parte aver suonato qui come supporto alle serate di altri artisti, siamo molto felici di poter annunciare che ci hanno chiesto di avere la residenza come Nervous Horizon ogni 3 mesi. Siamo super carichi per questa nuova residence perché abbiamo finalmente il supporto regolare di un club disposto a pagare per dj internazionali con budget ingenti senza problemi. La prima serata vedrà solo noi della squadra: io, TSVI, Lokane, Lloyd SB e il fiorentino Giordano Fiacchini, Luru (aka Bangalore). Per le prossime invece inizieremo a sbizzarrirci bookando guest da tutto il mondo.

 

Oval Space & Pickle Factory

Oval Space e Pickle Factory sono due locali uno accanto all’altro vicino a Mare Street, famosa via tra Bethnal Green e Hackney, il primo enorme, il secondo un po’ più piccolo.

 

 

Anche qui le line up sono sempre ottime. Al Pickle Factory, un locale con il soffitto trattato in legno per un’acustica perfetta, abbiamo fatto il nostro secondo Boiler Room ufficiale Nervous Horizon (presentato da Teki Latex di Sound Pellegrino), questa volta gli headliner eravamo noi. Sempre qui, abbiamo inoltre supportato il mitico Clap! Clap! poco prima della release del suo nuovo album.

 

 

Village Underground & Shoreditch

Un altro locale famoso a Shoreditch è il Village Underground. Un club bellissimo dal look industriale, tutto fatto di mattoni rossi. Luci e suono sono sempre incredibili. Suonai qui per la prima volta due anni fa per una serata audio visual. Il 14 ottobre anche TSVI suonerà al Village Underground per supportare Lapalux, Deadelus e Iglooghost!

 

 

 

Per il resto Shoreditch è un miraggio di locali che appaiono e scompaiono ed è un posto che chi passa da Londra deve assolutamente visitare.

 

Fabric

 Originariamente erano i vecchi macelli londinesi e a partire dagli anni ‘90 è stata considerata una delle prime due discoteche più importanti al mondo a pari merito con il Berghain di Berlino, anche se ovviamente il Fabric oggi è diventato un po’ più turistico e sputtanato rispetto alla selezione all’ingresso fatta dal Berghain.

 

 

 

Un punto a suo vantaggio è che il venerdì e il sabato sono completamente diversi, anziché essere un’unica techno locomotiva costante. Il venerdì è ed è sempre stato jungle, drum and bass, dubstep, bass, grime o UK funky. Il sabato, invece, propone i nomi principali della scena techno e house mondiale. Questo bipolarismo è sempre stato una bella scelta. E la domenica? La domenica c’è sempre stato Wet Your Self serata tech-house di italiani, spagnoli e francesi. Il vibe è molto Ibiza, l’Ibiza “male” però!

 Mi ricordo sempre la prima volta che sono andato a ballare al Fabric a 18 anni, nel 2008, la prima settimana che mi ero trasferito in Inghilterra. Suonava Marco Carola e iniziai a urlargli: “Marco, Marco! Sono Italiano!!!” .Non avevo ancora capito che a Londra c’erano già più di 100.000 italiani fra  residenti e non. Lo capii poco dopo andando nella zona fumatori: “Hey, hai mica una cartina?”. Insomma il Fabric è stato un posto chiave per le ultime 3 o 4 generazioni. È proprio qui che facendo la fila per una serata drum and bass, TSVI mi si è presentato dicendo che avevamo amici in comune e che sapeva che ero di Pisa.

Appena abbiamo intrapreso la carriera da producer e dj, il Fabric era quindi diventato un sogno e un’idea di traguardo importante. Sognavamo che un giorno qualcuno ci avrebbe chiesto di suonare lì. Quindi quando l’anno scorso è stato chiuso eravamo tutti abbastanza disperati: “Nooooo! Non suoneremo mai al Fabric!!”. Grazie al cielo, Dio veglia su tutti i raver del mondo e dopo dure battaglie sono riusciti a farlo riaprire! E qualche giorno dopo ci arriva la telefonata del nostro agente: “Hey, vi va di fare un take over Nervous Horizon al Fabric?!”: urla di gioia per tutto il nostro studio/capannone. Fu così che ad aprile di quest’anno, io, TSVI e Lokane abbiamo fatto un B2B dall’1:30 alle 3:00 di mattina, un super slot in cui abbiamo provato a buttare giù tutto. Prima e dopo di noi suonavano i preferiti della scena grime e UK funky: Sir SpyroGrandmixxer e Markus Nasty, nomi che in Italia non vi diranno niente, ma nel Regno Unito sono i DJ dei principali MC grime londinesi.Inoltre il Fabric e’ diventata la casa di una delle serate della nostra radio principale Radar Radio col progetto X NIKE.

 

 Corsica Studios

 L’ultimo locale di cui voglio parlare è il Corsica Studios di Elephant and Castle. Al momento è la discoteca con la reputazione migliore della capitale anche se non è enorme, tipo 1500 o più, come il Fabric o il Ministry of Sound (altro locale di Elephant and Castle più commerciale). La sua forma e l’impianto lo rendono veramente speciale, ti senti inondato di bassi. Apparte le incredibili line up del venerdì e del sabato, una delle serate migliori è il mercoledì, quella di Kode 9 chiamata Ø. Kode 9, il capo di Hyperdub, è stato un altro supporter di Nervous Horizon, e io e TSVI abbiamo suonato con lui per il History of Hyperdub set all’Arch Space e per il Field Day allo stand di Bleep/Warp. Al Field Day, uno dei festival più importanti di Londra, oltre ad accompagnare Kode 9, abbiamo suonato insieme a Mike Paradinas (capo di Planet Mu) e Ikonika.

 

 

 

A questa serata Ø ci si può aspettare di tutto e di più: luci, neon, installazioni, film. Recentemente siamo andati all’album launch della talentuosissima Ikonika, “Distractions”. È anche uscita con il pezzo “Shovel” sull’ultima compilation di Nervous Horizon e uno dei vocals all’interno dell’album è stato registrato proprio nel nostro studio. Inoltre la scorsa settimana a Ø ha pure suonato Mana (a.k.a Vaghe Stelle): appena uscito su Hyperdub, è uno dei pochi italiani insieme a noi, Lorenzo Senni, Clap! Clap!, Chevel, Herva, AyarcanaNan KolèLorenzo BITW (per nominarne alcuni) ad essere rispettati all’interno dell’underground londinese e ad avere stampato su etichette di calibro internazionale.

 

Purtroppo la lista è troppo lunga e il tempo stringe. Ci sono dozzine di locali che non ho menzionato fra cui la mega ex-fabbrica di giornali Printworks da 6000 persone, il Lightbox/Fire di Vauxhall e molti altri che potrete scoprire cercando serate su Resident Advisor. Infine, uno shout-out a Giulia Ferrazzi, Craig Pugnetti, Ludovica Guerrieri, Riccardo Viozzi e tutti gli altri colleghi italo-londinesi con cui lavoriamo, che ci hanno supportato dal primo giorno e che ci permettono di spingere il nostro sound d’avanguardia dalla capitale nel resto del mondo.

 

 

 

 

Tag: club londra

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Il programma di Brunori SAS per Rai 3 inizia a marzo