L'audio della prima trasmissione radio italiana, andata in onda il 6 ottobre 1924

06/10/2016 11:37

Fra via Maria Adelaide e via Maria Cristina, nel rione Campo Marzio a Roma c'è Palazzo Corrodi, il luogo dov'è nata la radio italiana. Siamo nell'ottobre 1924, Benito Mussolini fa il primo discorso radiofonico della storia d'Italia da un trasmettitore in prova fornito dalla Marconi Italia. Il giorno successivo, alle 21, una voce femminile legge il primo annuncio radiofonico con queste frasi: 

«Uri, Unione Radiofonica Italiana. 1-RO: stazione di Roma. Lunghezza d'onda metri 425. A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana, per il servizio delle radio audizioni circolari, il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani, eseguirà Haydn dal quartetto opera 7 primo e secondo tempo.»

Di chi era quella voce femminile? Per molti anni è stata attribuita a Maria Luisa Boncompagni (la donna che potete vedere nella foto in apertura), assunta dall'Unione Radiofonica Italiana tra più di mille candidati con un salario mensile di 500 lire. Il suo contratto prevedeva la preparazione del disco di ogni trasmissione, il suo annuncio, l'avvio e la preparazione del disco successivo.

Nel 1997 però ci fu un colpo di scena: la Dr.ssa Barbara Scaramucci, direttrice delle Teche RAI, ritrovò negli archivi Rai di Firenze il documento originale che ha dimostrato che qualcuno aveva manipolato il nastro rimuovendo la frase "che vi sta parlando". La voce che parlò per prima sulla radio italiana era quindi quella di Ines Viviani Donarelli, la violinista del quartetto chiamato ad inaugurare le trasmissioni radiofoniche in Italia, che casualmente diventò la prima annunciatrice della storia delle radiocomunicazioni italiane.


Il programma durò un'ora e mezza, durante la quale fu mandata in onda musica operistica, da camera e da concerto, con un bollettino meteorologico e notizie di borsa. L'anno successivo la stazione radiofonica di Roma fu affiancata da quella di Milano, e nel 1926 da quella di Napoli.

Nei primi anni della radio però, c'erano pochi ascoltatori, principalmente perché gli apparecchi avevano prezzi proibitivi per gli italiani di allora. Le cose iniziarono a cambiare a partire dagli anni '30, grazie alle iniziative del regime che dotò ogni casa del Fascio di una "radio popolare" e assunse in seguito il motto "Ogni paese deve avere la sua radio", sostenendo la diffusione di apparecchi economici come la radio Rurale e la radio Balilla.

Nel 1927, l'URI venne trasformata dell'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR), che nel 1954 diventò la RAI.

Tag: Retroterra radio

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