1.2 milioni di diritti non corrisposti: la Rai non paga i musicisti?

29/08/2016 14:51 di

Dura ormai da diversi mesi il contenzioso sulla questione dei diritti musicali tra RAI e SCF (Consorzio Fonografici) per la ripartizione dei diritti connessi che, secondo un articolo apparso oggi sul Fatto Quotidiano, la televisione di Stato non versa al consorzio garante delle divisioni tra gli artisti da ormai molti mesi.

La RAI è colpevole di non versare i contributi dal 1° gennaio 2016, ovvero dalla scadenza del precedente accordo che garantiva l'utilizzo dell'intero repertorio appartenente a SCF, che ad oggi tutela il patrimonio artistico di oltre 400 imprese, tra major e piccole etichette indipendenti. Il contratto scaduto il 31 dicembre scorso ha fatto sì che le due parti trovassero (almeno nelle intenzioni) immediatamente un nuovo accordo come suggerito dal Dipartimento dell'Editoria (con a capo Luca Lotti), ma non è finita come ci si aspettava.

La questione tra l'emittente nazionale ed il Consorzio non sembra destinata a finire in tempi brevi, soprattutto considerando la tattica a "muro di gomma" applicata dall'ente pubblico. In merito alla questione dopo gli ultimi accadimenti è intervenuto il Presidente di SCF, Enzo Mazza, che ha commentato così la questione su Il Fatto Quotidiano: "Con nostro grande stupore, da mesi la RAI ha dichiarato di non poter accogliere la nostra richiesta per non meglio precisate ragioni di carattere tecnico e organizzativo".

SCF a questo punto si è rivolta direttamente ad Antonio Campo Dall'Orto, il Direttore Generale voluto da Matteo Renzi per la sua "nuova" RAI, che dovrebbe conoscere molto bene l'argomento dopo gli anni a direzione di MTV Italia. Dopo l'ennesimo sollecito del Consorzio senza alcuna risposta, Mazza decide allora di rivolgersi al Dipartimento dell'Editoria per segnalare le inadempienze amministrative di Campo Dall'Orto e richiedere le somme dovute.

Sembra finita? Non ancora, perché nonostante dal Dipartimento sia arrivata una risposta, non era di certo quella che tutti si aspettavano"la normativa vigente non attribuisce al Dipartimento per l'editoria e l'informazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri alcun potere ispettivo o sanzionatorio nei confronti degli utilizzatori per quanto concerne i rapporti tra questi ultimi e le imprese che svolgono attività di amministrazione e di intermediazione dei diritti connessi". 

In pochissime parole il Dipartimento se ne frega, anche se dà ragione al Consorzio; questa risposta ha tutto il sapore di un "hai ragione ma non posso fare niente, arrangiati da solo" che lascia di stucco. Com'è possibile che la televisione di Stato sia libera di non pagare i suoi fornitori senza alcuna sanzione o intervento pubblico? 

I danni alle attività di SCF (quindi a tutti i suoi associati) rientrerebbe nell'ordine dell'11% sul totale del broadcasting, per un totale di poco superiore al milione di euro, incidendo di molto sul mercato discografico italiano, come osserva lo stesso Mazza: "La Rai è un'importante azienda di contenuti e anche gli ultimi annunci sul fronte musicale provano che la musica è centrale nella strategia del broadcaster pubblico. Non è tuttavia tollerabile che l'azienda di Stato non paghi i diritti musicali dovuti a imprese e artisti".

Tag: politica

Commenti (1)

  • RadioAtlantide 29/08/2016 ore 19:37 @RadioAtlantide

    di quando è questa vicenda? Giusto per capire, perché la normativa è cambiata ed è, come dire, "in divenire". SCF, come gli altri soggetti, ha già ricevuta il "via libera" come da Art. 3, comma 2, DPCM 19 dicembre 2012?
    Al dicembre 2015, ultimo elenco aggiornato, era ancora in "(*) iscrizione in via transitoria, in attesa di ulteriori decisioni."

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


LEGGI ANCHE:

Un pomeriggio al lavoro con Gel: Angeli e Demoni al centro per le dipendenze patologiche