Un CEO italiano e la sua startup svedese vogliono rivoluzionare il mondo degli strumenti musicali

Un CEO italiano e la sua startup svedese vogliono rivoluzionare il mondo degli strumenti musicali -
31/08/2017 10:29 di

Michele Benincaso è il CEO di Mind Music Labs, un'azienda con sede in Svezia che si sta prodigando per portare gli strumenti musciali ad un livello successivo. Dopo aver creato la prima vera chitarra intelligente, con la quale si può suonare a distanza con la propria band o condividere i risultati sui social. Adesso il giovane imprenditore ha in mente progetti ben più grandi.

"La chitarra intelligente è il primo strumento ad utilizzare la nostra tecnologia. Ma ora abbiamo sviluppato un sistema che potrà rendere intelligente qualsiasi strumento musicale..." afferma Benincaso. Il sistema Mind Music Labs potrebbe infatti essere applicato a tutti gli strumenti (non solo a quelli prodotti dall'azienda stessa) e a tutti i dispositivi elettronici per fare musica.

La svolta che la nuova tecnologia potrebbe apportare alla musica, sempre secondo Benincaso, avverrebbe soprattutto nel campo dell'educazione musicale. Tutto il mondo sta andando verso una direzione altamente tecnologica e specializzata e anche l'apprendimento musicale, prima o poi, dovrà fare i conti con questo. Tempo fa vi avevamo parlato di come le app potrebbero aiutare il mercato musicale a non perdere tutti i chitarristi novelli, far in modo che non si stufino e abbandonino la musica prima ancora di aver seriamente iniziato.

Le app possono essere di grande aiuto in tal senso ma un apporto tecnologico come quello di Mind Music Labs darebbe la svolta definitiva. Nulla può sostituire i maestri di chitarra e la loro professionalità ma essi non possono seguire al 100% i propri allievi, che quando sono da soli possono inevitabilmente sbagliare gli "esercizi per casa". A questo punto le app possono, attraverso un microfono, essere un sostegno validissimo per capire se si sta sbagliando nota, accordo o meno, esse non possono capire però se la posizione delle dita sia quella esatta o se l'imugnatura dello strumento sia corretta. Una tecnologia dotata di sensori sullo strumento e connettività sarebbe un passo ulteriore e fondamentale per avere dei feedback molto più accurati.

Al momento, l'azienda svedese sta continuando il lavoro su Sensus, la chitarra intelligente, ma quello che si augura il suo amministratore delegato è che nel giro di 10/15 anni tutti gli strumenti possano essere dotati di un "intelligenza artificiale" ed essere collegabili uno con l'altro. Benincaso paragona questa possibile svolta a quella avuta con il passaggio da chitarra acustica a quella elettrica.

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Tag: tecnologia

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