Traffic, Brondi e Donà cantano con De Gregori

28/06/2011

L'Italia compie 150 anni e la prima capitale la festeggia con un'edizione tricolore del Traffic Free Festival. Dal 5 al 10 luglio saliranno nomi storici e (più o meno) nuovi della musica italiana.

Non si tratterà semplicemente di condividere lo stesso palco, perché in molti casi ci saranno delle collaborazioni importanti e di grande fascino. Una di queste prevede, il 7 luglio, una versione di "Viva l'Italia" di Francesco De Gregori, cantata dal principe insieme a Cristina Donà e Vasco Brondi. Il giorno dopo sarà il turno dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che accompagneranno Edoardo Bennato in una versione rock di un pezzo classico come "Rinnegato".

Il 9 luglio spazio all'accoppiata PFM + Verdena, per l'interpretazione di "Maestro della voce". Si chiude il 10 luglio con Manuel Agnelli che avrà l'enorme responsabilità di cantare "Gioia e rivoluzione" insieme agli Area.

E poi, ancora, documentari, fumetti, arte e diverse retrospettive dedicate alle riviste Re Nudo e Frigidaire, oltre alla mostra di opere di artisti come Mario Schifano e Andrea Pazienza.

Per info:
www.trafficfestival.com

Tag: festival

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Commenti (5)

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  • Giuseppe Galato 28/06/2011 ore 13:06 @ictus

    minchia...

  • Huvber 28/06/2011 ore 13:34 @andreamannar

    ogni anno il traffic perde di attrattività... se non fosse per Agnelli e pochi altri a mio parere non dovrebbe chiamarsi neanche più traffic... perchè di quel festival gratuito dove si aveva l'opportunità di vedere grandi nomi nella tua città fruibili in maniera gratuita non è rimasto quasi più nulla... quello che vedo oggi è semplicemente un'autocelebrazione di pochi. pollice giù per il traffic11

  • Silvio Bernardi 28/06/2011 ore 15:19 @rudefellows

    io direi solo quest'anno ha perso di attrattiva. dimentichi che due anni fa c'era Nick Cave? e l'anno scorso Paul Weller, gli Specials, Charlotte Gainsbourg e Afrika Bambataa? non sono mica nomi da niente. è solo quest'anno che con sta roba dei fondi tagliati e la scusa dei 150 anni hanno fatto un programma che a parte i torinesi non farà muovere nessuno. ed è un peccato. io spero nell'anno prossimo. perchè non posso fare a meno di pensare che i soldi che usi per chiamare un De Gregori, e non sono bruscolini, potrebbero utilizzarli per un nome straniero abbastanza di peso da far muovere la gente. Gli altri, Teatro Verdena ecc, uno se li va tranquillamente a vedere al festival di paese più vicino.

  • Huvber 28/06/2011 ore 15:28 @andreamannar

    sono perfettamente d'accordo con il tuo ragionamento e aggiungerei:
    Sono i 150 anni d'Italia? vuoi fare una cosa tutta Italiana? ok ci sto ma invece di fare un festival della geriatra perchè non investi i soldi per chiamare il signor De Gregori in qualcosa che valorizzi davvero l'esser italiano e quindi artisti più o meno emergenti in modo da dare un bel calcio alla musica italiana che non si è fermata agli anni 90 ma non viene assolutamente valorizzata a causa appunto di artisti che, come in tutti gli altri ambiti italiani, non hanno il coraggio di mettersi da parte nonostante siano anni che non contribuiscono in modo concreto alla scena?

  • Silvio Bernardi 28/06/2011 ore 17:19 @rudefellows

    va beh, però in realtà hanno chiamato un po' di artisti giovani... per dire: a me Brondi fa schifo davvero, però è giovane e per i livelli di un festival come il Traffic è come se fosse un emergente... non direi nemmeno che è un festival della geriatria, perchè sì c'è De Gregori e PFM e gli Area (che, per i lombardi, suonano domani a Monza gratis) ma c'è anche Teatro, Verdena, Offlaga... insomma qualche nome "nuovo" della musica degli ultimi anni.

    il problema di quest'anno è un altro, meramente di nomi: non ci sono. Non puoi prendere e andare a Torino da Roma (o da Milano, che è pure vicina) solo per artisti italiani (il Miami è tutta un'altra situazione). Può anche essere che la cosa dei 150 anni gliel'abbia imposta il Comune o la Regione (d'altronde c'hanno fatto du' palle così in ogni dove!) se no non dava i fondi (ipotizzo). Ma di sicuro il budget è minore, forse anche di quello dell'anno scorso che comunque era ridimensionato (a occhio Weller costa almeno 1/4 di Nick Cave). E allora, se hanno preso la scusa dei 150 anni per gestire i pochi fondi, spiace ma hanno toppato alla grande. Perchè ci sono artisti stranieri (fighi) che ai prezzi di De Gregori e Bennato sarebbero venuti di corsa (in data unica, ovviamente) e avrebbero portato a Torino gente venuta lì apposta.

    Quest'anno forse (ma dico forse) l'unico motivo per andare lì è l'ultima sera dedicata alla Cramps, con Finardi, Area, Arti e Mestieri e Claudio Rocchi; perchè sarà forse l'ultima volta che ti capita di vedere queste formazioni insieme su un palco. Ma comunque quanti faranno questo ragionamento e quanti se li vedranno, più vicini a casa, separatamente?
    (vi prego non venite a dirmi vado lì per Manuel Agnelli che con gli Area farà due canzoni)

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