Umberto Palazzo, ecco come smascherare la SIAE

26/03/2012

Continua lo scontro tra Umberto Palazzo e la SIAE.
Uno scontro che ormai va avanti da settimane. Prima la proposta di class action da parte dei musicisti, poi la risposta della SIAE e infine un'ulteriore critica dello stesso Palazzo.

In questo weekend, Palazzo si è spinto oltre arrivando a proporre direttamente due mosse per mettere spalle al muro la SIAE e provare il proprio punto di vista, ovvero che ai musicisti arriva molto meno di quanto versano gli organizzatori dei concerti.

Ecco cosa scrive Palazzo sulla sua pagina Facebook:

«Iniziamo subito:
Prima mossa che suggerisco a tutti gli artisti:
1) prendere nota del numero del programma musicale, del suo tipo, della data e del locale. Chiedere all'organizzatore quanto ha versato per il permesso, di che tipo di locale si tratta e che tipo di permesso ha (concerto o concertino). Quando arriverà la rendicontazione semestrale sarà facile rilevare la discrepanza fra il versato e il percepito al netto delle tasse e delle trattenute.

2) ma per essere effettivi e concreti registrare il relativo concerto col telefonino e depositare il file della registrazione su uno spazio on line che sia databile per aver la prova che il programma corrisponda all'esecuzione.

[...] Class action a parte, anche recarsi in massa alla SIAE di Roma e chiedere la verifica di centinaia di borderò sarebbe un gesto molto significativo.

Seconda mossa:
Creazione del data base degli autori: la SIAE non ci mette a disposizione questo elenco, quindi, perché l'azione sia efficace (anzi possibile) dobbiamo crearlo noi.
Il metodo più semplice è dividerci il lavoro per aree. Se ognuno dei volontari raccoglie i dati di cento autori si fa presto a raggiungere la massa critica.
Chi si offre per contattare gli autori che abitano vicino a lui?»

Tag: siae

Commenti (7)

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  • Umberto Palazzo 27/03/2012 ore 15:54 @umbertopalazzo

    a parte che non è eccessivamente faticoso, ma non si può fare altrimenti perché la siae non mette a disposizione alcun dato, quindi è necessario creare un dossier per dare un'idea oggettiva della dispersione di denaro che deriva da questo sistema di ripartizione. Fino a che non lo si prova la siae ha buon gioco nel dimostrare che è nel giusto
    Avvocati? Agli avvocati non interessa (e non è il loro lavoro) cambiare le regole del gioco e questa è un'azione politica prima che legale.
    Chiedere soldi ai musicisti? E a che titolo? Chi garantirebbe che il collettore è affidabile? E poi chi pagherebbe per il beneficio di tutti? Nessuno, se conosco la natura umana

  • Indiavolato 28/03/2012 ore 10:22 @50710#indiavolato

    inizio a perdere il senso di quello che hai messo in piedi.

    Mi collego ad un altro thread, per capire meglio il tutto, quindi: prendiamo i Bandabardò che, come indicato, fanno 365 esibizioni in un anno, molte delle quali con un pubblico di 3000/4000 persone e più. E' possibile quindi, che non essendo tuttavia delle grandi star, i Bandabardò percepiscano dalla siae poco o nulla nonostante le 365 esibizioni?

  • Indiavolato 29/03/2012 ore 12:04 @50710#indiavolato

    quindi?

  • Indiavolato 30/03/2012 ore 09:22 @50710#indiavolato

    mi è sfuggito qualcosa?

  • Indiavolato 02/04/2012 ore 09:08 @50710#indiavolato

    cazzo, sono talmente (totalmente) fuori da quest'ottica, che ho capito solo ora il senso dell'iniziativa di palazzo. Giuro.
    D'istinto mi è uscita una sola esclamazione: ANDATE A LAVORARE!

    Non scherziamo. Soprattutto per quello che ho sentito sul tubo, tra palazzo e co. Allora io mi registro rutti e scoregge, li metto su cd, li deposito alla siae e ogni volta che rutto e scoreggio (in pubblico ovviamente) lo segno su borderò e alla fine dell'anno pretendo quote siae?
    Ma mi facci il piacere! Questa è la battaglia degli scarsi. Sono ancora troppo ambizioso per queste cosette da falliti.

    Ho l'impressione inoltre, che il 90% dei frequentatori rockit siano parte di quell'esercito di 28000 paria di cui parla palazzo: in pratica tutti gli artisti che hanno avuto un buon successo sono criticati (le star poi, sono addirittura disprezzate); tutti quegli artisti semisconosciuti, quelli che fanno musica dozzinale, orrenda e totalmente priva di ispirazione (però con molta tecnica), sono apprezzati.
    Non sono Freud, ma per quanto mi riguarda arrivo alla conclusione che, come ho detto in altro posto, si apprezzano i mediocri per sentirsi meno scarsi. Gli artisti di successo, invece, ci mettono davanti la dura realtà e ci fanno capire quanta poca strada "abbiamo" fatto: perché tutti noi vorremmo fare 300 concerti l'anno suonando nostri pezzi.

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