Universal: basta con le esclusive streaming

25/08/2016 15:48 di

Pochi giorni dopo l'uscita di "Blonde", l'attesissimo album di Frank Ocean, l'Universal Music Group attraverso il suo CEO Lucian Grainge, ha fatto sapere che la major non concederà ulteriori esclusive ai servizi di streaming come Apple e Tidal.
La decisa reazione della casa discografica è scaturita dal comportamento dell'artista, che a quanto pare ha trollato sia i suoi fan che la major.

Tutto è iniziato nel 2015 con un misterioso annuncio tramite il suo profilo Tumblr nel quale è apparso un magazine dal nome "Boys don't cry", accompagnato dalla didascalia “I got two versions. I got twooo versions…”. A quel punto il nuovo album (con magazine annesso) sembrava pronto per luglio dello scorso anno, ma poi niente. Silenzio. 

Il silenzio si sa, spesso funziona meglio dell'amplificazione mediatica, per questo la voce di un'uscita prevista a breve si è fatta sempre più consistente, anche grazie ad una criptica diretta streaming da una falegnameria durante la quale si ascoltavano degli estratti musicali. Alla fine la sorpresa, pubblicata nella notte tra il 18 ed il 19 agosto: un visual-album intitolato "Endless" (e non "Boys don't cry"). 

"Endless" viene pubblicato dalla Def Jam (appartenente ad Universal) e promosso in esclusiva da Apple Music che garantisce l'ascolto in streaming dell'album. Pare però che i rapporti tra Ocean e la UMG non fossero tra i migliori, e forse proprio questo è stato il motivo dei vari slittamenti per l'ultimo lavoro contrattualmente previsto con la Def Jam.
Come un fulmine a ciel sereno, qualche ora dopo l'uscita di "Endless" arriva "Blond", interamente autoprodotto dall'artista, che di fatto ha catturato tutte le attenzioni di fan e stampa a discapito del visual-album di casa Universal.

Da qui l'ira della label contro Ocean, accusato di aver ingannato la sua etichetta e probabilmente violato i termini di fine contratto che solitamente prevedono un periodo di "non-produzione" dopo la scadenza dell'accordo, oltre a penalizzare milioni di fan costretti ad acquistare a scatola chiusa il disco su iTunes.

Per questo, la Universal ha auspicato un accertamento sulla legalità delle mosse di Apple da parte delle autorità anti-trust americane: “there’s a conspiracy between Apple Music and the industry to change the game, to get everybody to pay for a subscription by putting hit content behind a paywall”. 

L'Universal Music nell'ultimo anno è stata protagonista nelle vendite con percentuali altissime (circa il 38%) grazie ad un roster che vanta al suo interno artisti del calibro di Kendrick Lamar, Taylor Swift, the Weeknd, Chris Stapleton e Alabama Shakes.

 

Tag: mercato discografico diritto d'autore

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