I primi cinque dischi di Vasco Rossi ristampati in vinile ad altissima qualità

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21/10/2016 10:41 di

A giugno vi abbiamo parlato ampiamente di "Bollicine", il disco cult pubblicato da Vasco Rossi nel 1983 e prodotto da Guido Elmi. Abbiamo ripercorso la sua storia intervistando il produttore e dedicandogli la prima puntata di "Credits", il format televisivo creato e condotto da Carlo Pastore e andato in onda su Nove.

(clicca sull'immagine per rivedere la prima puntata di Credits)


Ora le etichette Carosello e Foné hanno deciso di ripubblicare quel disco - insieme agli altri primi quattro album di Vasco Rossi - in una nuova versione in vinile ad altissima qualità. “Vado al Massimo”, “Bollicine”, “Va bene, va bene così”, “Cosa succede in città”, "C’è chi dice no" sono stati ristampati utilizzando la tecnologia “Signoricci Vynil”, interamente basata su tecniche analogiche valvolari di registrazione e incisione.

“Per ridare linfa ai primi dischi di Vasco, grazie a Carosello, ho ripreso le registrazioni originali” - commenta Guido Ricci di Fonè - “Ho rispettato i suoni, i colori, le dinamiche, le timbriche e naturalmente la sua voce. Le ho 'rilavorate' con i miei sistemi analogici e valvolari, realizzando un nuovo master analogico con un registratore a nastro Ampex ATR 102, con nastri da 1/2 pollice 2 tracce che viaggiano alla velocità di 76 cm al secondo. La nuova incisione è stata effettuata anche con l’ausilio di una macchina da me rilevata e restaurata, utilizzata dai Rolling Stones dagli anni ’70 in poi per la realizzazione dei loro album

Per chi non amasse ascoltare musica su vinile, i cinque titoli saranno anche rimasterizzati in una versione Super Audio CD, con il sistema ad alta risoluzione DSD, la cui qualità sarà 64 volte superiore a quella di un tradizionale compact disc pur essendo ascoltabile su qualsiasi tipo di lettore cd.

 

Tag: vinili ristampa

Commenti (6)

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  • MacroMuscario 21/10/2016 ore 23:40 @MacroMuscario

    Scusa,
    ma come si può scrivere che la qualità di un SACD sia SESSANTAQUATTRO (64!) volte superiore ad un CD !?!
    Non è fattibile e nemmeno pensabile una cosa simile.
    Ma manco 6,4 , chè è già assurda come cifra.
    Dai.

  • MacroMuscario 22/10/2016 ore 18:00 @MacroMuscario

    Volevi scrivere forse della frequenza di campionamento che ha una misura di 64.
    Ma questa non c'entra nulla con la qualità sonora finale. E' un'altra cosa.

    Ciao,

    Marco Delfino.

  • Mirco Peschiutta 11/02/2017 ore 00:12 @mirco.pes

    Quoto Marco
    A parte che il CD è PCM e l'SACD è DSD e sono due metodi di campionamento molti diversi è anche vero che il DSD dell'SACD è superiore al PCM 16 bit - 44.1 KHz del CD.
    Il 64 sta per 64 volte la frequenza di campionamento del CD ma c'è da considerare che i campioni PCM del CD sono da 16 bit mentre i campioni del DSD sono da 1 bit.

    Se dovete fare articoli del genere o rimanete sul generico senza entrare in tecnicismi di cui non siete competenti o informatevi bene prima di scrivere certe castronate

  • Mirco Peschiutta 11/02/2017 ore 00:15 @mirco.pes

    Aggiungo che l'SACD è ascoltabile su qualunque lettore CD lo è solo se si tratta di SACD ibrido ma se il lettore supporta solo i normali CD quello che si ascolta è il layer CD con appunto la qualità CD. Per ascoltare il layer SACD in DSD ci vuole un lettore SACD.

  • Mirco Peschiutta 11/02/2017 ore 00:22 @mirco.pes

    Approssimativamente il DSD 64 equivale a qualcosa tra i 24 bit - 88.2 KHz e i 24 bit - 176.4 KHz, che non è certamente 64 volte la qualità di un CD (16 bit - 44.1 KHz)

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