C'è qualche brano interessante tra gli inediti di X Factor?

Rita Bellanza mentre interpreta il suo ineditoRita Bellanza mentre interpreta il suo inedito
24/11/2017 09:03 di

Ieri sera, con qualche puntata di anticipo rispetto al solito format, gli otto concorrenti superstiti della undicesima edizione italiana di X Factor hanno potuto portare sul palco il loro inedito. Questa è un'edizione particolare di X Factor come avevamo già fatto notare, in cui il pubblico da casa ha imparato a sviluppare una sana diffidenza verso quanto ci viene raccontato dallo storytelling del programma: è il caso di Rita Bellanza per esempio, che dopo aver commosso tutti con un colpo di fortuna nell'interpretazione di "Sally", non ha retto il peso delle aspettative  dimostrando in più occasioni di essere non solo fragile, ma anche banalmente stonata. È tuttora salva, ma sempre per intervento dei giudici e mai del pubblico, il che la dice lunga sull'indice di gradimento (e su quanto siano sfrontati gli autori di X Factor). Per questo Levante ieri sera ha sfoggiato quanto di meglio poteva elaborare per la sua pupilla, assegnandole "Le parole che non dico mai", un brano scritto da lei a quattro mani con Birthh, una delle autrici più promettenti scoperte negli ultimi anni. Da un punto di vista di scrittura è il brano migliore di quelli presentati, un buon pezzo pop che però nulla toglie e nulla aggiunge a quanto conosciamo già sulle possibilità del pop d'autore italiano contemporaneo, e questa la dice lunga sul livello medio degli altri inediti.

Ma andiamo con ordine: si parte da Lorenzo Licitra, il tenorino che può agognare a una nazional popolare vittoria se la finale dovesse essere mandata in chiaro su Cielo allargando il televoto a tutti. Probabilmente il brano di Licitra è invece il più deludente non solo di questa edizione, ma di tutte le edizioni di X Factor. "In The Name Of Love" è, a partire dal titolo, una paccottiglia di copia-incolla da testi ultrafamosi, con un arrangiamento a metà tra la ballad e il pezzone pop, tipo una Lady Gaga alla sagra del fischietto in terracotta. Timbri vecchi che stridono ancora di più con la scelta inespiegabile di far cantare Licitra in inglese, in un mercato come quello italiano dove si fa fatica a imporsi con brani in lingua straniera. Musica vecchia che non riusciamo a immaginare a chi possa mai interessare. 

Partono avvantaggiati Gabriele Esposito, i Måneskin ed Enrico Nigiotti che portano i brani con cui si erano presentati alle audition e che il pubblico in sala, in parte, canta già. Il brano di Esposito, "Limits", è stato riarrangiato in chiave tropical-cumbia, non ferisce ma neanche perisce, e non si fa fatica a immaginare passarlo inosservato tra le playlist di Spotify, il flusso della radio o dentro lo spot di un'acqua minerale.

Il pezzo dei Måneskin è una coattata che li descrive in pieno: "Chosen" è pieno di cliché, ma la band è migliorata tantissimo e tutto sommato non possiamo che augurargli un futuro migliore di quello di Licitra.

Il brano di Nigiotti  per concludere è quello più a fuoco a livello autorale e hanno ragione i giudici quando dicono che potrebbe essere il più forte alla radio. "L'amore è" ha una sua stabilità nella forma-canzone scelta, un ritornello efficace, Nigiotti ha una voce bella, classica e antica, ma con una sua autorevolezza. Un brano sincero e semplice, che forse in questa semplicità riesce a convincere più degli altri. Su Nigiotti in sé però restano dei dubbi: se non è riuscito ad affermarsi dopo una, seppur tumultuosa, partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, ci riuscirà dopo X Factor? Le possibilità non sono altissime, se consideriamo lo storico del programma.

Quando tocca ai Ros siamo pronti al peggio, e infatti "Rumore" è un pezzetto rock, con la chitarrona,  gli urletti, un testo degno delle più grandi composizioni di Jem e le Holograms, che desta lo stesso interesse di una reunion degli Sugarfree. I suoni sono stati prodotti da Tommaso Colliva, che viene annunciato in pompa magna da Manuel Agnelli che ci tiene a ricordare il fatto che Colliva abbia vinto un Grammy per aver prodotto un disco dei Muse. Si dimentica di aggiungere però che vabbè, loro erano i Muse.

Nella stessa categoria che chiameremo "Bene, ma non benissimo", finiscono infine Samuel Storm e Andrea Radice, entrambi con brani importanti da un punto di vista del testo: più efficace musicalmente quello di Storm, "The Story", anche se carente di una certa dose di sperimentazione che forse a questo punto avrebbe potuto permettersi, e con una strofa rappata che non appare del tutto organica.

Occasione sprecata invece per Radice, a cui danno finalmente un brano che può sia mettere in risalto la sua (bella) voce sia donargli quell'aurea introspettiva che lui sta chiedendo a Mara Maionchi da tempo. Ma "Lascia che sia" si arena su una struttura complessa da proporre nel pop nostrano, con strofe molto lunghe che tolgono spazio a un ritornello troppo breve e ripetitivo, in cui si sente la mancanza di una parte veramente cantabile. Il nostro sogno resta quello di vederlo interpretare "Nove Maggio" di Liberato.

Tag: inediti x factor

Commenti (2)

Carica commenti più vecchi
  • Brododidado 5 mesi fa @Brododidado

    Anche quest'anno abbiamo seguito XF11...con molta noia..non si tratta più di un programma che propone nuovi cantanti, ma una competizione tra i giudici (!?!).
    Tanti urli e solo in inglese...ma prima o poi questi ragazzi, se vogliono sfondare in Italia, dovranno cantare in italiano, oppure andare a far carriera all'estero.
    Nessuna novità, tutti simili, nella voce e nello stile, a cantanti già presenti sul mercato...che stentano !!
    L'unica voce fuori dal coro è Rita, con tutte le sue difficoltà da superare, ma ritengo che le scelte fatte da Levante, non l'abbiano aiutata, anzi, proprio queste scelte l'abbiano aiutata a perdersi. Ma è giovane e sentiremo ancora parlare di lei.

  • Brododidado 5 mesi fa @Brododidado

    Commento vuoto, consideralo un mi piace!

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


LEGGI ANCHE:

Abbiamo visto in anteprima "Fabrizio De Andrè - Principe Libero"