You Tube e etichette indipendenti: cosa diavolo sta succedendo?

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19/06/2014 di

Avrete forse letto in questi giorni una notizia piuttosto bizzarra: You Tube ha minacciato (ed ha già iniziato) a rimuovere dalla propria piattaforma tutti i video provenienti da etichette indipendenti. Ma per quale motivo?

Per spiegarlo, bisogna partire dall'inizio: alcuni mesi fa la piattaforma video ha annunciato il lancio di un suo proprio servizio di streaming musicale che permetterà agli utenti di visualizzare video musicali offline e senza pubblicità al costo di un canone mensile. Durante la fase di trattativa con le etichette, ha proposto degli accordi di diversa natura alle etichette major, con le quali è iniziata una proficua collaborazione, e alle etichette indipendenti, alle quali invece ha proposto degli accordi, a loro opinione, non proprio convenienti. 

La WIN (Worldwide Independent Network), un'organizzazione che rappresenta i musicisti indipendenti, ha iniziato qualche settimana fa una battaglia per ottenere dei termini più equi che ad oggi è stata poco fruttuosa. Questo perché YouTube (che è parte di Google) ha di fatto un monopolio sui video in streaming su internet, e anche perché le etichette che hanno sottoscritto i nuovi termini di servizio rappresentano il 95% del totale.
C'è anche un altro aspetto che rende YouTube un vero e proprio monopolio poco incline a negoziazioni di alcun tipo: è generato dagli utenti. Mentre Spotify e simili non hanno il potere di diffondere album o tracce senza il permesso esplicito dell'artista e dell'etichetta, YouTube non ha apparentemente nessun tipo di vincolo in questo senso. Le alternative per un'etichetta sono due: passare anni ad inviare infinite richieste di rimozione video (inutili, perché qualche fan potrebbe ricaricare la canzone o l'album pochi minuti dopo), oppure accettare le condizioni di YouTube, qualsiasi siano, per cercare perlomeno di guadagnarci qualcosa. 

Tra le etichette che non hanno accettato gli accordi blindati di YouTube ci sono Domino, 4AD, Rough Trade, XL e molte altre, che comprendono anche artisti piuttosto popolari come Radiohead, Adele, Arctic Monkeys e Franz Ferdinand. I servizi concorrenti Vevo e Vimeo hanno già annunciato che rimarranno disponibili ad ospitare video di artisti indipendenti. 

Tag: discografia youtube

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