L’uomo atterra sulla Luna il 20 luglio 1969, cinque giorni dopo Nicola Cioce atterra su un tavolo da cucina di Cusano Milanino (MI). Dedica la sua prima canzone a una bella all’età di dieci anni per un bacio sulla guancia. La maggiore età adulta lo vede impegnato nella creatività come art director (Urban, Metro, Fabbri RCS, Velvet), speaker (Phonogenico.com) e insegnante di canto. Amante della performance, studia recitazione con Quelli di Grock, si presta come attore in spettacoli e spot, frequenta stage di danza e si unisce alle jam session di Contact Dance Improvisation. Prediligendo la musica, parallelamente studia (chitarra, pianoforte e canto lirico, jazz, barocco, moderno, VoiceCraft), canta e scrive canzoni come solista e in formazioni folk, funky, jazz e rock. Nel 2012 accompagna alla musica Gianfelice Facchetti nelle presentazioni di “Se no che gente saremmo” (edito da Longanesi) e nel progetto di teatro con i detenuti della casa circondariale di Monza, il cui spettacolo conclusivo “La partita” vede sul palco Cesare Prandelli nel ruolo di coach e Cioce a firmare la canzone ‘simbolo’ con la sua “La fortuna non esiste”.
“La fortuna non esiste” (canzone e omonimo progetto) apre la strada a “L’ora blu”, il primo disco a suo nome.