Tracklist

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Descrizione

Cos’è quest’album dei nova sui prati notturni, Paris 1971? Postumo poi… Si tratta di otto brani perfetti, se tentiamo di decifrarli attraverso la grammatica ruvida ed essenziale che li ha generati. Due chitarre, una batteria sei volte su otto dimezzata, scarna, poche e sussurrate voci (Federica Gonzato), di rado il basso. I pezzi nascono nella fase terminale del gruppo eroma, 2007, dall’ostinazione di Giulio Pastorello e Massimo Fontana, che tessono questa rete di suoni con il desiderio di catturare i pensieri di James Douglas a Parigi. Gli eroma non esistono più e siamo nella terra di nessuno che precede la nascita del progetto nova sui prati notturni, con l’arrivo di Gianfranco Trappolin (unitosi per la realizzazione dell’opera rock Le soleil, Paris). Registrato in casa, con pochi microfoni e molta cura per l’ascolto, l’arte di Giulio Pastorello. La musica sembrerebbe prendersi del tempo per sfociare alla fine in un ritmo blues, ma non lo fa. Ci sono, connaturati ai suoni, tutti i video di Fabio Ferrando e Manuel Baldini, c’è Valentina Brusaferro nel Brano JD, a dare voce a una poesia di Rimbaud tradotta appositamente da Marco Cavalli, c’è la scarnificazione del testo ridondante e grottesco di In società di Giovanni Succi, per gioco, e alla fine il video di Matteo Gonfiantini, una rete di sinapsi insanguinata, pulsante, fredda come la metafisica occidentale. Esce dunque postumo, morto.

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