Disco del giorno
album Onde Alfa - Omid Jazi
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Descrizione a cura della band

ONDE ALFA è il primo full-length di Omid Jazi. Immerso in una campagna modenese dai colori ocra, Omid vede passare i mesi e le stagioni dalla finestrella di quella sala prove che prende il nome di Hot Studio, dove trascorre i mesi nella ricerca del suo linguaggio musicale.
Omid decide di puntare sul suo mondo interiore e di fotografarlo.
Onde Alfa è la chiave di lettura per questo lavoro di tipo scientifico/psicologico, volto alla scoperta di un inconscio collettivo, archetipi, forme universali del pensiero emerse nella parola.
L'album è stato registrato interamente da Omid nel suo Hot Studio con il solo ausilio di un computer: sfatando il mito delle grandi e costose produzioni il musicista suggerisce come metodo il “fai da te”, tramite il quale è possibile con pochissimi mezzi creare un disco in maniera intelligente, il tutto cercando di mantenere un profilo allo stesso tempo ironico e preciso.
Nella veste di produttore e ingegnere del suono Omid ha miscelato l'analogico e il digitale usando gli strumenti che aveva a sua disposizione in studio, da amplificatori Fender dei primissimi anni '60, a tastiere analogiche anni 80 come la Juno6, passando dai più recenti synth/sequencer giocattolo come il Kaossilator Pro, mantenendo una forma e un'identità costanti, composte da suoni frizzanti e di vetro.
In alcuni brani del disco è stato richiesto il prezioso apporto del batterista Federico Alberghini, dei Three In One Gentleman Suit.
Nato a Perugia, poi trasferito a Modena, Omid si avvicina alla musica dall'età di sei anni dopo che il padre, musicista e insegnante di musica, gli regala una tastiera.
Dopo aver militato in diversi gruppi, nel 2009 trova una nuova dimensione musicale e inizia a lavorare come one-man-band, producendo i suoi brani e suonando tutti gli strumenti, compresi synth, sequencer, batteria e basso.

Commenti (4)

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  • GRAZIANO 16/01/2013 ore 11:49 @GrazianoStainoFilmaker

    graziani-cuginidicampagna.battisti-morgan....a cosa serve tutto questo?

  • Maicol Viale 18/01/2013 ore 15:02 @maicolviale

    serve a ricordare che, tutto sommato, c'è un modo di suonare "italiano": un DNA che prima o poi scomparirà.

  • Giuseppe Trapani 19/01/2013 ore 19:04 @giuseppetrapa

    Sono perfettamente d'accordo con Maicol, gli artisti pronunciati da Graziano si contano sulle dita di una mano, ed è un peccato che stia sparendo questo nostro DNA. Apprezziamo molto questo artista. Continua così.

  • valpolicedda 24/01/2013 ore 23:26 @valpolicedda

    album incredibile...suona antico, poi moderno...trasporta la mente in mille direzioni, per poi alienarti in una realtà tutta onirica. Bel lavoro, ben fatto, tanta roba!!!

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