Descrizione a cura della band

vinàccia s. f. [lat. vinacea e vinacia, dall’agg. vinaceus «del vino o dell’uva» (cfr. anche vinaceum «vinacciolo»), der. di vinum «vino»] (pl. -ce). – Residuo della prima lavorazione dell’uva, formato da graspi, bucce, vinaccioli...

Le vinacce sono il residuo di una lavorazione nobile, quella del vino. Materia povera, di scarto, da cui l'uomo ha saputo trarre un altrettanto nobile prodotto attraverso un procedimento dal fascino alchemico: la distillazione.
Non è lo stesso mestiere del cantautore? Raccogliere le parole usate, torchiate e svuotate per tornare a darvi un senso nuovo, un nuovo sapore che riesca ancora a bruciare e stordire.

La stagione delle vinacce è l'autunno, il momento del raccoglimento per l'esaurirsi di un ciclo, ma anche per l'aprirsi di una nuova maturità della vita. Il momento delle piogge e delle sere nelle cucine chiuse, con il primo vino ad accompagnare le riflessioni. Ma anche dei ragazzi nuovamente in attesa degli autobus nell'aria pungente della mattina.

Finché la pioggerellina brumosa non comincia a cadere: sulla pelle, per far scivolare via la polvere accumulata; dagli occhi, per liberare i temporali covati in silenzio; sul cuore, per lavarlo dal troppo fango incrostato.

E così queste canzoni.

Credits

Registrato, mixato e masterizzato da Jvan Moda a Laak Studio di Ragogna, UD
Prodotto da Paoloparòn e Laak Studio / Ass. Cult. Stage Plan
Pubblicato per l'etichetta Toks Records / Music Force

Paolo Paron: voce, chitarre, tastiere
Roberto Amadeo: basso, contrabbasso
Stefano Bragagnolo: batteria, percussioni

Jvan Moda: computer, rumori

Alice Gaspardo: trombone
Denis Bosa: violino
Luca Marian: viola
Giacomo Franzon: contrabbasso

Commenti

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