Descrizione

È uscito “CREATURA BELLISSIMA” (Etichetta: Hokuto Empire – Distribuzione: Sony Music Italy), il singolo che vede collaborare di nuovo insieme DRAMA e PATRIK.

Dopo i successi dei loro rispettivi percorsi da solisti e la pubblicazione dei singoli “FUCK U” e “LA CANZONE PIÙ BELLA”, in coppia, i due artisti tornano con “CREATURA BELLISSIMA”.

Un sodalizio, quello tra DRAMA e PATRIK, inizialmente inaspettato e ora artisticamente consolidato, che ha dato vita ad un perfetto mix tra pop, punk e urban, caratterizzato da linguaggio diretto, incisivo e coinvolgente, dall’appeal radiofonico, ma profondo al tempo stesso, capace di conquistare la GENERAZIONE Z e non solo.
“CREATURA BELLISSIMA” è una ballad pop-rock, dolce ed energica, in cui le voci di DRAMA e PATRIK, la prima graffiante e l’altra più morbida, si uniscono perfettamente insieme.

La canzone è una profonda dichiarazione d’amore nata per arrivare al cuore della gente, caratterizzata dall’equilibrato contrasto tra l’orecchiabilità di una melodia pop, a tratti scanzonata, a tratti molto emozionante, la grinta rock e la delicatezza di un arrangiamento d’archi.

In “CREATURA BELLISSIMA”, gli artisti raccontano di una ferita ancora aperta e sanguinante, quella di aver perso la ragazza che amano, che ha detto loro addio, senza mai voltarsi indietro. PATRIK e DRAMA le dedicano questa canzone, esprimendole il loro amore, con la speranza di riconquistarla, ma allo stesso tempo sapendo, nel loro cuore, che questo non avverrà e che lei si dimenticherà di loro.

Ma prima che questo avvenga, il loro desiderio è quello di vederla sorridere ancora una volta.

Come raccontano PATRIK e DRAMA: «”CREATURA BELLISSIMA” è un brano estremamente intimo, che mette a nudo le debolezze, ma anche l’incredibile forza di chi l’amore lo vive nell’ombra, dal punto di vista di chi ama, ma non è amato. È una ballad dal retrogusto amaro nella quale si contrappongono delle figure descrittive che trasportano l’ascoltatore davanti ad un’immagine ben precisa, quella di un amore finito, che solo nei nostri ricordi può continuare ad autoalimentarsi».

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