Band friulana con centinaia di concerti alle spalle, passaggi sulle radio nazionali italiane e spagnole, un EP e tre dischi all'attivo

“Playa Desnuda aquí presente, hermano!”
Manu Chao, 27 giugno 2014
http://bit.ly/aquipresente

// Oltre dieci anni di attività, centinaia di concerti alle spalle, una jam con Manu Chao, diversi passaggi sulle radio nazionali italiane e spagnole, un EP e tre dischi all’attivo.
L'ultimo è uscito nel 2016: si chiama "10" ed è prodotto dal tastierista di Jovanotti e di Elisa.
Vista dal Friuli, l’America Latina finora solo sognata potrebbe non essere così lontana. //

Se “la” Playa Desnuda fosse una nazione o ancora meglio un’isola immaginaria, si potrebbe dire che si estende – oltre che in buona parte del nord Italia – “a sud fino in Campania, ad est fino in Slovacchia e ad ovest fino alla penisola iberica”.
“I” Playa Desnuda sono invece una band che in oltre dieci anni di attività (compiuti nel febbraio 2015), ha in bilancio centinaia di concerti sparsi in questo territorio piuttosto grande, ma che nella terra dove è nata – il Friuli Venezia Giulia – ne ha concentrato una buona parte, conquistandosi il favore e la simpatia di un vasto pubblico e diventando, di fatto, una delle realtà musicali più in vista oltre che più apprezzate della regione.
Con le radici ben piantate in Friuli, certo, ma con le ali in un immaginario geo-musicale che passa per l’Inghilterra di Madness e The Specials, per la Giamaica di Bob Marley e Desmond Dekker, per l’America nera della Motown e per l’infinito universo sonoro ispano-americano, per fare poi ritorno a casa nell’Italia delle “canzonette” ed in particolare in quelle terre di confine a due passi dai Balcani. E poi la Spagna, certo, quella della patchanka dei Mano Negra e soprattutto di un Manu Chao che al suo recente concerto di Trieste ha voluto sul palco la loro sezione fiati per un’indimenticabile jam davanti a migliaia di persone. Le stesse che poco prima si erano letteralmente scatenate, cantando e ballando le canzoni proposte dai friulani nello show di apertura.
Perché quello live è indubbiamente l’ambito dove i Playa Desnuda danno il meglio di sé, con spettacoli da oltre due ore di musica ed una line-up che rispetto agli esordi è praticamente raddoppiata, arrivando ad otto musicisti sul palco nelle date dei tour ufficiali: nati come molti altri gruppi quasi per scherzo, con l'intento di suonare “canzoni da spiaggia” e spogliarle dai loro arrangiamenti – da qui il loro nome – sono infatti passati in pochi anni dai piccoli club agli show da festival, condividendo il palco, oltre che con Manu Chao, anche con artisti del calibro di Fatboy Slim, The Heptones, Max Romeo, Bob Sinclair e Ska-P, a testimonianza di una proposta musicale che travalica non solo i confini geografici ma anche quelli “di genere” che vorrebbero catalogarli negli scaffali dedicati al reggae e allo ska. E se alcuni degli incontri musicali fatti vanno sicuramente in quella direzione (Bunna degli Africa Unite e Roy Paci su tutti), le estrazioni dei componenti della band sono le più varie — rock, rap, funky, balkan, jazz, cantautorato, ecc. — come lo sono quelle dei collaboratori più stretti: dalle percussioni di Andrea Fontana (Elisa, Tiziano Ferro, Ivano Fossati), presenti sia in studio sia in buona parte dei concerti, alle tastiere di Christian Noochie Rigano (Jovanotti), che da session man nel disco d’esordio è passato ad essere produttore artistico della band a tutti gli effetti, lavorando instancabilmente all'ultimo disco uscito.

[Il primo singolo del 2014 anticipazione del nuovo disco:
Camminare Sulle Nuvole, in italiano http://youtu.be/SqXHVdsRdhQ
Caminar Sobre Las Nubes, in spagnolo http://youtu.be/TAZSZrFPHzY]

Assieme a quello fatto con i concerti, c’è infatti anche un percorso discografico in continua evoluzione, con episodi che i Playa Desnuda sfruttano sempre come occasione di crescita professionale ed artistica: il disco d’esordio arriva all’inizio del 2009 e contiene sedici cover, per oltre un'ora di musica. "Ready, Steady, Pops!" è una sorta di best of delle rivisitazioni fatte nel corso dei primi anni di attività.
Un regalo ai fan, che lo chiedono a gran voce da sempre, ma all’epoca anche il pretesto per allargare la formazione: alla voce di Michele Poletto, alle chitarre di Jvan Moda, al basso di Walter Sguazzin, alla batteria di Pietro Sponton e al sax di Nico Rinaldi (fondatori della band), si uniscono infatti il trombone di Leo Virgili (Radio Zastava, già con Arbe Garbe), la tromba di Gabriele Metelli (Makako Jump e Mad Scramble), il sax del jazzista Federico Missio e i cori di Cristiano Pittini e Denis Monte, oltre che le tastiere del già citato Rigano. I loro interventi rendono il suono del gruppo più completo e senza dubbio pronto per confrontarsi con il panorama musicale nazionale. A confermarlo è il calore con cui il disco viene accolto da due programmi “cult” della radiofonia italiana – Caterpillar su Radio 2 Rai e Tropical Pizza su Radio Deejay – e, qualche anno più tardi, il contratto con Irma Records che ne distribuirà in tutto il mondo la versione digitale rimasterizzata.

[Bonus track di “Ready, Steady, Pops!” in digitale è la versione rocksteady di “Last Christmas” degli Wham, accompagnata da un video che ripropone la sceneggiatura
dell’originale, immaginando però un “coming out” dei suoi protagonisti, in questo caso una coppia omosessuale: http://youtu.be/CaxHuzf3wxU]

Con un bilancio di un migliaio di CD autodistribuiti, l’anno successivo i Playa Desnuda tornano in studio per registrare il loro secondo lavoro, ancora una volta assieme a Leo Virgili e a Nicola Ardessi – tastierista e già produttore/arrangiatore per Alan Sorrenti, Patty Pravo, Neffa, Tormento e altri – entrati nel frattempo in pianta stabile nell’organico del gruppo. Il risultato è “Burning Love”, disco contenente dodici cover e per la prima volta anche due inediti: “Sabbia scura”, con testo in italiano e atmosfere reggae-dub, nonché la latineggiante “No Te Quiero”, che segna l’inizio della collaborazione con Andrea Fontana. L’uscita del disco è anticipata dal re-edit della sigla di Tropical Pizza, mentre
la cover di “Just Can’t Get Enough” dei Depeche Mode rimane nella playlist di Caterpillar per due settimane e, assieme a “Sabbia Scura” e “Baby Can I Hold You”, viene trasmessa anche da RNE, la radio nazionale spagnola.

[L’uscita di “Burning Love” è accompagnata dal video di “No Te Quiero”, realizzato dalla giovane crew dei Drunken Gaffers: http://youtu.be/hNSBX5sALp8]

Ad aprile 2011, in download esclusivo riservato ai fan, esce lo “Spring Sessions EP”:
concepito come una piccola raccolta di “b-side”, il lavoro contiene qualche canzone già
in scaletta nei concerti, un brano live ed un paio di episodi in cui i Playa Desnuda si
confrontano con autori e suoni apparentemente distanti da quelli abituali – Ashes To
Ashes di David Bowie e I’m On Fire di Bruce Springsteen – ma che in realtà
testimoniano una ricerca artistica fuori dagli schemi classici della musica in levare.
Assieme all’EP di cover, ai fan viene regalata anche la demo dell’inedito “Camminare
sulle nuvole”, primo frutto di un percorso che vuole traghettare la band verso la
definizione di uno stile originale, oltre che verso un futuro non solo da “rivisitatori” di
grandi successi, ma anche e soprattutto da autori di brani inediti.
Sarà infatti poi lo stesso brano, completamente riscritto e risuonato, la prima
anticipazione del nuovo disco, in uscita a giugno 2016: uno dei dieci inediti, prodotti
da Christian Noochie Rigano e registrati in parte a Venezia – al Waterland Studio di
Cristiano Verardo dei Pitura Freska – ed in parte al Noochie Studio di Ronchi dei
Legionari (Gorizia). Brani che vedono la partecipazione di alcuni importanti ospiti, a
cominciare dalla voce dell’amico Bunna degli Africa Unite, fino a quella del
giamaicano Skarra Mucci, passando per la poetessa/performer sudafricana Natalia
Molebatsi. Ma anche la chitarra di Riccardo Onori (Jovanotti, Mike Patton,
Diaframma, ecc.), presente in tre brani e, di nuovo, la batteria e le percussioni di
Andrea Fontana, oltre che ovviamente le tastiere dello stesso Rigano.
Dieci brani cantanti in italiano, inglese e spagnolo, a confermare la vocazione
internazionale del gruppo friulano e la sua particolare simpatia nei confronti della
Spagna e di un’America Latina finora solo sognata, ma che ora potrebbe non essere
così lontana.

[ultimo aggiornamento: gennaio 2017]