Un Incoerente Come Tanti Il Piano Bar Ai Giardinetti 2009 - Acustico

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Certo, potrà essere una fortuita coincidenza, un Vasco Brondi vs. Francesco Perrotta stile Antonio Meucci vs. Alexander G. Bell o Gottfried W. von Leibniz vs. Isaac Newton. Sta di fatto che il nome di Un incoerente come tanti, identità scelta da Francesco Perrotta, rimbalza in rete già da qualche mese, ovvero da quando sono iniziate a circolare alcune canzoni. Testi da scenario post-industriale e post-umano, cantati, declamati e urlati sopra una chitarra grezza e senza fronzoli. Cantautorato scabro, che vuole farsi carico delle ansie e degli orizzonti plausibili di una generazione. Queste poche righe di descrizione possono voler dire tutto e niente, ma se avete fatto partire il player qua sopra avrete già capito dove sta il problema: al primo ascolto, Un incoerente come tanti appare pressoché perfettamente sovrapponibile a Le luci della centrale elettrica. Gli ascolti successivi trasformano questa sensazione in spudorata convinzione. Andiamo con ordine. Il problema non è tanto lo stile: chitarra e voce lo fanno milioni di persone, scontato che due possano assomigliarsi. Certo, in questo caso, come già detto, si parla di vera e propria sovrapponibilità stilistica, ma francamente questo è l'aspetto che meno mi tocca. È infatti altro che francamente fatico a capire, è altro che non riesco a spiegarmi: è l'immaginario. In questi anni ho ascoltato tantissimi artisti nuovi e, al di là delle differenze di genere o di tecnica, mi sono appassionato a quelli che sono stati in grado di crearsi un proprio mondo, costruito con un'autorialità forte e riconoscibile. Non sto parlando di originalità in termini assoluti, concetto che personalmente non mi interessa, ma di capacità di (ri)elaborazione di un sistema di riferimenti che nasca e sia riconoscibile e riconducibile univocamente ad un nome, a un gruppo di persone. È questo che squalifica il lavoro fin qui compiuto da Francesco Perrotta da Prato: l'aver costruito un immaginario che non riesce a smarcarsi da uno già creato, peraltro da pochissimo. Le stesse parole, gli stessi toni, lo stesso tipo di istanza narrante (il noi), le stesse citazioni ("Il cielo è sempre più blu"), le stesse aree semantiche, le stesse costruzioni linguistiche, le stesse ripetizioni interne. Non volendo parlare di plagio o copia e credendo alla buonafede di Perrotta, si può solo parlare di una scelta incomprensibile, di un macroscopico errore di valutazione. Per ora, quello che ci resta sono una serie di canzoni che non hanno personalità propria, che non possono non vivere all'ombra di e che quindi si fanno dimenticare all'istante. Non esattamente un esordio folgorante.

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La recensione Il Piano Bar Ai Giardinetti di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2009-07-10 00:00:00

COMMENTI (25)

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  • ash3s 13 anni Rispondi

    non mancherò allora!

  • unincoerentecometanti 13 anni Rispondi

    grazie ancora a tutti per l'interesse e per il vostro tempo.
    vi dico che stiamo (perché nel frattempo siamo due nel progetto) lavorando a nuovi brani. e stiamo cercando di dare un taglio più personale anche agli altri.
    restiamo in contatto così mi fate sapere.
    probabilmente ad Arezzo verrò ad Ottobre.
    un saluto a tutti :)

  • ash3s 13 anni Rispondi

    Ecco non avevo letto l'articolo principale ma diciamo che per ora sono quasi completamente d'accordo. Aspetto un prossimo lavoro e magari una nuova visita ad Arezzo!

  • ash3s 13 anni Rispondi

    Ciao, si quel ragazzo è uno dei miei migliori amici ;D diciamo che ci siamo appassionati alle Luci insieme ed eravamo insieme a vedere anche te. Ed è vero, anche lui scriveva cose molto simili ben prima di conoscere Vasco o te, difatti non ho mai pensato che tu abbia copiato per fare successo. Ho solo sottolineato una somiglianza troppo esplicita, senza malizia, ma comunque troppo esplicita. Al tempo stesso, spero che sia un "per ora" sia per te che per Vasco, perché se anche lui facesse un secondo album identico o molto simile al primo sarebbe stancante. Quindi sinceramente dato che adoro la musica, non vedo l'ora di sentire i prossimi lavori sia tuoi che di Vasco per vedere evoluzioni stilistiche e musicali che aumentino il mio piacere nell'ascoltarvi.

  • imbuteria 13 anni Rispondi

    ma, sì cizio! ma nell'epoca del maestro unico, del pensiero unico dell'omologazione é il minimo che succedano cose così: vi potremmo portare una dozzina di gruppi finlandesi che fanno esattamente le stesse cose che luci e non ne hanno mai sentito parlare.

    :)

  • imbuteria 13 anni Rispondi

    in questo link si può notare quanti siano i cantanti considerati simili alle luci: http://www.last.fm/music/Le+Luci+Della+Centrale+Elettrica/+similar

    questa la loro presentazione: Le luci della centrale elettrica is the personal project of Vasco Brondi, Italian singer-songwriter born in Ferrara. His songs, rough music and clever lyrics draw a dark and tense portrait of Ferrara and hundreds of other small Italian cities. CCCP Fedeli alla linea with a touch of Rino Gaetano. His first album Canzoni Da Spiaggia Deturpata was released in 2008.

    nell'arte tutti abbiamo maestri e periodi, i più fortunati sono stati a bottega, altri imparano da soli, altri frequentano le accademie.
    :)

  • cizio 13 anni Rispondi

    Ciao a tutti!
    Sì, è molto, troppo simile a Vasco Brondi quello che scrive Francesco. Però porto alla luce una vicenda simile: Ho sentito in altre sedi fare la stessa critica ad un altro cantautore, di gran talento, Gianluca Grasso -quì a Rockit credo sia sconusciuto- e che potrebbe veramente essere associato a Le Luci Della Centrale Elettrica come stile compositivo.
    Ora, dato che conosco bene Gianluca e mi sono innamorato delle sue canzoni quasi 3 anni fa -tempo in cui Vasco Brondi non lo conoscevamo né io, né lui, né quasi tutti- critiche di questo tipo risultano ingiuste per chi come me lo conosce.
    Certo è vero che Francesco -a differenza di Gianluca- più che simile è quasi una fotocopia de Le Luci..., ma può essere che realmente abbiano avuto le stesse radici musicali... boh!? Comunque qualcosina di interessante c'è nel progetto 'un incoerente come tanti', dovrebbe però fare un gran lavoro per essere più innovativo... a questo punto!
    Ciao!

    P.S. Se volete ascoltare una canzone di Gianluca Grasso scaricatevi GRATIS la compilation 'Fatti In Brianza' http://www.viaaudio.it/fattiinbrianza.html :)

  • imbuteria 13 anni Rispondi

    carissimo chièchi, capiamo che ti incavoli facilmente con noi, ma cosa ci possiamo fare?
    le cose che scriviamo sono sincere, ci dispiace scomodare il vasari, ma dobbiamo in qualche modo cercare di essere chiari e comprensibili, se questo ti risulta fastidioso, pazienza... tante teste tante idee. ti ringraziamo come sempre per la critica costruttiva, e ti auguriamo il migliore dei mondi possibili.:)

  • utente0 13 anni Rispondi

    Ciao unincoerente! senti..il discorso dei bestemmioni è vero ma gli Imbuti mi avevano fatto troppo andare fuori di testa ..comunque se è vero che molti della tua generazione "sentono"/scrivono e suonano così..è anche vero che quello è uno stile molto particolare e difficilmente riproponibile su vasta scala (cioè un insieme di gruppi che suonano "quella cosa lì") quindi Le luci della Centrale elettrica arrivando per primo alla noterietà ha, secondo me, precluso a tutti gli altri una possibilità di replicare quella forma proprio perchè troppo singolare; faccio un esempio: questa "nuova" corrente stilistica non è come..che so..la NewWave che perimetra in maniera abbastanza generica il suono/contenuti ed estetiche e lascia ai vari artisti che agiscono al suo interno la possibilità di un interpretazione personale per cui avremo molti gruppi che più o meno hanno un suono simile ma ognuno con un'angolazione personale, qui il discorso è diverso, se è vero che comunque "questa cosa" è vasta, paragonabile ad un movimento, è anche vero che i propri canoni stilistici sono troppo delimitati e particolareggiati per favorire una fruibilità ai musicisti/autori, appartenenti a tale "movimento", per proporsi al pubblico ed essere apprezzati.
    Questa ovviamente la mia opinione
    Ti auguro molta felicità e spero che tu riesca trovare la tua strada musicale
    Ciao!

  • unincoerentecometanti 13 anni Rispondi

    isacconucleare: nessuno ha inventato niente, siamo oggettivi. aspetto il tuo disco, così facciamo qualche serata insieme...