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RECENSIONE
16/03/2010

C'è un fascino oscuro, nostalgico e sanguinolento in queste note, dalla sezione ritmica spesso mitragliante dei Rage against the machine (ma non solo, anche accoratamente riverberata in salsa indie-rock), alle aperture post-rock delle chitarre (ma non solo, anche grezzamente noise), con un occhio di riguardo per l'hardcore punk americano di scuola Black Flag nella voce.

La open-track "(The night that I killed the) Bat man", storia di un uomo che picchia selvaggiamente una suora indifesa (adesso capite il titolo?), non potrà non strappare un ghigno malefico ai più anticlericali tra noi, "Screamin'disease" mi ha ronzato in testa per giorni, con "Ticonderoga" vi ritroverete a contrarre il grugno allo specchio, e le restanti tracce si ascoltano grazie anche allo zampino di Fabio Magistrali, che ha accuratamente limato certi spunti più aspri e ne ha enfatizzati altri con la solita maestria, creando un equilibrio tra l'impetuosità dei musicisti e le istanze di ascolto di diversi tipi di ascoltatori. C'è pane per i denti di tutti, dai più violenti pogatori alle più delicate donzelle, dai bruti punk agli snob indie. Nonostante l'ampiezza di spunti, è scongiurato l'effetto calderone, anzi, il disco è ben focalizzato e concentrato.

Consiglio infine di dare un secondo ascolto esclusivamente in cuffia, per gustare la danza delle chitarre poste una a destra e una a sinistra: l'effetto è avvolgente.

Tracklist

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