Black Lies The drawning of the sun 2000 - Sperimentale, Hard Rock

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Attivi da quasi sei anni, i Black Lies, al loro esordio su CD dopo un’intensa attività concertistica, si rivelano come una delle più interessanti novità sul terreno dell’hard rock più evoluto. I pezzi che ci presentano sono solo tre, ma sembrano sufficienti a rendere l’idea della loro concezione di musica, allo stesso tempo tecnica ed aggressiva. La band, originaria di Pisa, cita varie influenze artistiche, tra le quali Rage Against the Machine - dei quali, però, possiedono solo l’attitudine ma non la sufficiente cattiveria - e Steve Vai. Il paragone con il chitarrista di Long Island sembra più realistico e le scorribande sonore di Riccardo Pardini ne sono la testimonianza. Ma non è solo la fantasia del chitarrista a rendere interessante il mini cd in questione: il coraggioso uso delle percussioni, la continua ricerca di soluzioni post-psichedeliche, assieme alla bravura della sezione ritmica, fanno di “The drawning of the sun” un lavoro atipico che fa ben sperare per il futuro della band.

Certo, molte sono le cose da rivedere: la voce di Francesco Ferretti, sia pur molto bene impostata, dovrebbe cercare altre soluzioni, ed allontanarsi dalla semplice imitazione, a tratti molto pesante, di Axl Rose. E poi questi ragazzi toscani hanno tutti i numeri per allontanarsi dagli stereotipi dell’hard-rock e deviare una volta per tutte lungo le strade che portano dalle parti di Frank Zappa. Basterebbe solo un po’ di coraggio…

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La recensione The drawning of the sun di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-06-10 00:00:00

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