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album De Fauna et Flora - The R'sPrimascelta
RECENSIONE
01/03/2010

Che il pop migliore d'Italia venga da Brescia, è un dato di fatto che bisogna accettare a mani basse, è la sorpresa dell'ultimo minuto che proprio non ti aspettavi e invece sì, è lì e ti guarda sorridente. I Record's sono la perla più luccicante di un collier di artisti di quell'angolo d'Italia (Le man avec les lunettes, Annie Hall e i newcomers Jules Not Jude - tra gli altri) per i quali è inevitabile tracciare un immaginario trait d'union beatlesiano declinato in salsa Italy, attentissimo alla melodia e dedito a progressioni armoniche che guardano indietro a quando i nostri genitori se ne andavano sulle vespe a limonare felici. In questo "De Flora Et Fauna" però, c'è molto altro di più, e suonato molto molto meglio. Abbandonate (almeno in parte) le atmosfere prettamente british che addosso agli italiani stanno bene come un loden su un egiziano, i Record's spostano il tutto parecchi gradi più a sud, abbondando di ritmiche in levare e costruendo muri di percussioni calde, rumori da spiaggia e saltellanti influenze caraibiche mescolate al pop con grazia e gusto, giusto la quantità esatta per muovere un po' più il culo sul dancefloor, cosa che infine sembra il definitivo trend degli ultimi anni (citare i Vampire Weekend è d'obbligo, ma anche i nuovi TARM con il loro reggae metropolitano sembrano confermare la direzione). Anche quando le coordinate rimangono su strade già ampiamente battute però, i risultati sono a dir poco ottimi: dai midtempo sbarazzini come "Easy Way Out" (che continua sull'onda lunga dell'irresistibile "Clouds Are Moving", del disco precedente) al pop da manuale di "We All Need To Be Alone" (con coretti di serie inclusi) fino alle eccellenti ballate ("Panama Hat" è la canzone che tutti vorremmo sentire appena svegli, e quell'assolo di tromba è una mattina d'estate soffiata su quattro note che strappa inchini e applausi). I Record's hanno messo in fila una raccolta di canzoni che fanno venire voglia di prendere e uscire fuori, che mettono addosso quella sfrontatezza che ci si concede quando arriva la primavera, e che - in breve - fanno star bene. Masterizzato da Jon Astley (The Who, Rolling Stones, Peter Gabriel), questo disco è ricoperto da una glassa di arrangiamenti ricchi ma sempre misurati (per la prossima volta però si consigliano dosi più massicce di archi!), scelte melodiche azzeccate e contagiose, e anche un po' di sano rock 'n' roll. In definitiva, un disco da amare smodatamente.

Tracklist

Ascolta su: Amazon Music Tidal
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Commenti (62)
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  • Stefano Palazzo 07/03/2010 ore 14:56

    Questo Disco riuscirebbe a scaldare anche la più grigia e tempestosa giornata Milanese.

    > rispondi a @ilbuffonedicorte
  • Gio Pelli 16/03/2010 ore 18:43

    beh, non ti sei offeso per il bugiardo ... e questo l'apprezzo ...
    :]:]:]

    > rispondi a @telesterion
  • Persulla 17/03/2010 ore 10:50

    ...me too



    pienamente d'accordo.
    ci sono forti tendenze masochiste nel mercato musicale italiano, specialmente quello indie.

    fingers up 2 The Record's. e questo album fa proprio route 66.

    > rispondi a @francescapiazza
  • Dama Rama 22/03/2010 ore 12:53

    Gran bell'album! Una delle rivelazioni italiane dell'anno! (almeno per me)

    > rispondi a @damarama
  • Nacho Fever 20/01/2011 ore 20:35

    Ecccccoooooli!!! Cavolo! Mi ero dimenticato di loro! Felicissimo di averli ritrovati!

    Che forza!

    > rispondi a @nachofever
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