Le gros ballon La nuit 2010 - Strumentale, Indie, Alternativo

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Se Sofia Coppola li potesse ascoltare se ne innamorerebbe e con buona probabilità gli domanderebbe qualche brano da utilizzare per la colonna sonora della sua nuova pellicola. A questo ho pensato ascoltando "La nuit", il nuovo lavoro dei milanesi Le gros ballon, che ci giunge dopo un esordio omonimo che piacque tanto e a tanti. Suoni che sfuggono alla tecnica e a certi classicismi, quelli dei quattro brani contenuti in quest'ep e che si avvalgono di due collaborazioni femminili: quella con la giovane Denise, alla voce in "What's left of dreams" e quella con Alexandra Dadier, autrice teatrale parigina che si prodiga nel cantato-recitato della title track.

Se le parti strumentali di possono assumere, seguendo le leggi dell'emotività e della visionarietà cui affidiamo inevitabilmente il giudizio in casi come questo, un valore, ci sfugge invece il perchè del cantato e la direzione che questo gruppo intenda quindi intraprendere. Sia chiaro, un pezzo come "La nuit" guadagna molto dalla perfetta recitazione della Dadier ma il brano in apertura, viceversa, perde tantissimo nell'andarsi ad amalgamare, piuttosto forzatamente, alla voce di Denise che, per altro, non solo non sembra ben accordarsi al pezzo ma di per sé non convince del tutto. Lieve e ben costruita, "Come ieri", non fa che confermare l'idea che il duo milanese dovrebbe dedicarsi a quello che sa fare meglio ed evitare tutti i più facili tentativi di volgere al pop.

L'impressione che si ha, dopo i ripetuti ascolti, è proprio vicina a quella che molti hanno avuto usciti dalla sala dopo la visione di "Somewhere", ultimo film della regista citata all'inizio: la sensazione diffusa di essersi trovati davanti a qualcosa di un po' gonfiato a cui mancano le corde dell'essenzialità estetica che fa di un prodotto artistico, per quanto piccolo ed embrionale, qualcosa di potenzialmente importante.

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La recensione La nuit di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-10-29 00:00:00

COMMENTI (4)

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  • thepigdeal 11 anni Rispondi

    :]

  • littenkille 11 anni Rispondi

    Bello! Vi tengo d'occhio anche io! Se passate in Valle d'Aosta ditemelo!!! :)

  • artishock 11 anni Rispondi

    Ben articolata e ben scritta, ma non sono d'accordo!
    Opinione personale, non c'entra niente questo gruppo con Sofia Coppola, basta guardare i video precedenti, basta informarsi su questo con un click su you tube, ed è palese. Gli Air, con i quali Coppola collabora, non mi sembrano l'ispirazione di questo duo!
    Esiste un Cinema molto più vecchio degli anni '80, ma forse chi è nato in quegli stessi anni non lo può sapere: Nouvelle Vague, est-ce qu'il vous dit quelque chose? Io ho pensato anche Wim Wenders, ma forse perchè sono più vecchia?
    Ma soprattutto: devo correre a vedere un film per capire la recensione di un album musicale slegato da questo?

    Credo che DOVER scegliere una direzione o definizione di genere, in un percorso artistico fatto di scambio con altri non sia necessario: Peter Gabriel e David Byrne, Damon Albarn, Beck, Gainsbourg, etc..sono schizofernici, allora? Cerco di pensare agli italiani recenti, anche se non è abitudine condividere se non per marketing o amicizie (ed infatti mi girano in testa i soliti prezzemoli) in questi tempi recenti fatti di Trendy Alternativo.
    Sono stata ad un Live de Le Gros ballon al Tambourine di Seregno e ho visto come lavorano: collaborano con Antonello Raggi (mi sono informata: Yellow Capra) che ha creato un bel software per i video interattivi con i suoni della loro performance.
    Fanno una ricerca, non sono un format. E' come prendere una tessera di partito. E' obbligatorio?
    E' questo che vogliamo si faccia? Dunque Sigùr Ros e Radiohead sono dei disorientati musicali, se penso a questo.

    Denise canta su qualcosa che già esisteva (Ecco cosa resta dei sogni, nell'album precedente, che ho comprato ad un concerto al Neverland)e quindi non è una direzione, ma pittosto una fermata on the road e una passeggera conoscenza che si appoggia lieve (ipse dixit) sui passi fatti da qualcun altro.
    Io no so chi abbia proposto all'altro la collaborazione. Tu che scrivi, ti sei informata? Potrebbe essere curioso saperlo. Personalmente non amo molto il modo di cantare di questa giovane in attitudine lolitesco/distratto che per me è un pò deja-écouté alla maniera cocorisiana. Si percepisce una bravura che diviene un pò monotonia.

    Se il pop è demoniaco e volgare, chiudiamo baracca e non permettiamo a Gianluca De Rubertis di esercitare ancora dopo i peccati commessi con il tormento di Pop Porno!
    La terza traccia, La Nuit, è evidentemente legata alla poesia e al teatro.

    Quindi non è, ancora una volta, una direzione, ma un'altra fermata, lungo il ciglio della strada ed un abbraccio e poi l'amore al buio, sous la Nuit.

    Lo scambio, in primis, certo.

    Le definizioni, i percorsi forzati sono pericolosi, credo.
    C'è chi sceglie un percorso così e chi no.

    "Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati" "Dove andiamo?"
    "Non lo so, ma dobbiamo andare."
    (Jack Kerouac - On the road)
    :]

  • drita87 11 anni Rispondi

    sono pienamente d'accordo con la recensione.
    vi trovo molto interessanti, da un punto di vista artistico.
    vi ascolterò ancora e vi terrò d'occhio. ;)

    (se fate un giro dalle mie parti, avvertitemi!)

    buon lavoro!

    E.