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RECENSIONE
16/11/2010

Ci sono leggi matematiche e naturali che determinano l'inevitabile susseguirsi degli eventi. Tipo che dopo l'1 viene il 2 e dopo l'estate l'autunno, potete metterci la mano sul fuoco. Ecco allora che all'estivo "D' (Parte Prima)", segue l'autunnale "D' (Parte Seconda)". Del resto un Dargen troppo solare era quasi preoccupante, e lunga vita al D'Amico grigio e malinconico come la Milano di cui le sue metriche si nutrono. "(Parte Seconda)" è il naturale proseguimento di "(Parte Prima)", e mantiene le atmosfere pop, le tematiche amorose, il sostrato elettronico e la vena cantautorale. Ma l'autunno è la stagione in cui le foglie cadono dagli alberi, il cielo è grigio, l'aria umida, c'è la nebbia, le bollette del gas si fanno più alte e dalle insalate di riso si passa al risotto, che è uno sbattimento da cucinare e ti rimane sullo stomaco. Il nuovo lavoro tende di conseguenza a incupirsi, senza però mai raggiungere gli eccessi outsider di "Di Vizi di Forma Virtù" e rischiare di apparire ripetitivo o già sentito.

Dargen canta la difficoltà dei rapporti e il timore della solitudine. In fondo la sua richiesta è semplice: "Non lasciatemi solo, com'è successo a Dio, che non ha la TV e anche se ha molti amici, gli fanno compagnia giusto i giorni festivi" ("Odio Volare"). La sua scrittura non delude mai, e nemmeno vocoder e talk box riescono a far perdere genuinità alle strofe. In bilico fra la ironia poetica di Georges Brassens, l'abilità metrica di Kool Keith e la sofferenza neomelodica di Tony Colombo, Dargen mette in rima luoghi comuni sui problemi di cuore ("D' Cuore") e trasforma in musica lamenti che non bastano a maledire l'amore, inevitabile e piacevole intermezzo fra i momenti di indipendenza ("L'Amore È Quell'Intertempo"). A dare man forte all'artista i compagni di sempre: i Crookers producono la base di "Mi Piacciono le Donne", episodio danzereccio che ricorda un Major Lazer nella versione originale e Ice Mc e la sua "Think About the Way" nel remix di Cheesy Manolos. I TwoFingerz presidiano invece "In Loop", energico pezzo dal gusto crossover che riassume in una rima il potere della musica: "Il meteo alla finestra dice niente sole, tutto nero. Fanculo alla finestra cambio il disco e cambia il cielo".

Semplice no? "(Parte Seconda)" quando il sole estivo vi acceca e "(Parte Prima)" quando il grigio invernale vi incupisce.

Tracklist

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Commenti (12)
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  • rivoluzio 11/11/2010 ore 16:53

    Ho letto i vostri commenti ed entusiasta ho premuto play. Ci son rimasto davvero parecchio male.
    Son cose soggettive,eh. Ma non ci ho trovato niente di bello.
    Però, qualcuno,qui, criticava i testi di Vasco Brondi. Ci può stare, un'opinione.

    -muandthenavahos
    3 settimane fa
    quote
    io le parole ho provato a leggerle, e la mia opinione resta la stessa: la trascrizione di una qualsiasi pagina di un generico diario delle superiori.
    testo post-adolescenziale, musicalmente il nulla, vocalmente stendiamo un velo.-

    "Ma se non mi vuole ho problemi di cuore"

    "Se non mi permetterai di mettere le labbra la faccia il mio francobollo sulla tua busta"

    e mi fermo.

    La post-adolescenza,qui, è un lontano obiettivo.

    > rispondi a @rivoluzio
  • Filippo Papetti 11/11/2010 ore 17:26

    se non muori a ventun anni post-adolescente ci diventi in automatico, no?

    > rispondi a @9filippopapetti9
  • alex urso 11/11/2010 ore 17:47

    no

    > rispondi a @alexurso
  • rivoluzio 12/11/2010 ore 01:06

    In un mondo perfetto,forse.



    (Messaggio editato da rivoluzio il 12/11/2010 01:07:18)

    > rispondi a @rivoluzio
  • curtoeroina 12/11/2010 ore 03:29

    rivoluzio,
    la poetica di dargen è piena di sfaccettature. capisco perfettamente chi non riesce a sentirsi a suo agio con i suoi pezzi - ho faticato con tanti amici. credo poi che questo sia il disco peggiore per approcciarti a dargen, proprio perché il più caramellato e pop: qui (e ancor più nella parte prima) si gioca a braccio di ferro col cattivo gusto e anche per i fan è stato un passo difficile. non so che tipo tu sia, ma forse sarebbe meglio ascoltare prima altri pezzi dei dischi precedenti, più vicini a quel che canonicamente è percepito come bello o profondo. ad esempio moderata crisi, tempo critico, prima fila mississipi, limitato dal poeta. gli altri non sono nè meno belli nè meno profondi, sono solo più giocosi e dunque meno immediati.
    ti posso suggerire qualche idea per capire meglio cosa intendo. d' cuore è un pezzo paradossale, fin dal titolo: la parola cuore é ripetuta mille volte, come un tic, e il verso che hai citato non è che una frase fatta che inserita in quel contesto acquista un significato nuovo - quale sia lo decide chi ascolta.
    le infinite differenze con vasco brondi, se vogliamo, possono essere ricondotte ad una sola: dargen è ironico, vasco b. no. sappiamo bene che cosa seria sia l'ironia.

    > rispondi a @curtoeroina
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