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RECENSIONE
12/05/2011

Dopo i precedenti (e riusciti) tentativi, gli Esmen decidono di continuare con l'italiano, capace di tradurre con più efficacia le belle suggestioni visive del nuovo lavoro "Tutto è Bene Quel Che Finisce". Titolo di dentesca memoria, se non fosse che i genovesi hanno poco da spartire col cantastorie di Fidenza. Il loro sound ha un respiro più internazionale e soffre di un evidente horror vacui, che tuttavia non danneggia l'insieme. I muri sonori del disco sono dipinti di colori intensi, toccanti, puntando con forza sulla leva dei sentimenti e della malinconia. Atmosfere distese, dilatate, che sfiorano le corde di Sigur Ros e Radiohead, rendendole proprie, con innesti tanto di elettronica, quanto di fiati e archi. La scrittura poi, appesa fra sogni idillici e amori perduti, si spalma alla perfezione sul tessuto organico dei suoni. In definitiva: ottima prova, vinto il confronto con l'italiano, gli Esmen vanno tenuti d'occhio.

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