14/11/2011

Prendere decisi la porta di casa, lasciare la città, scappare. Saltar su come una molla, cominciare a correre perché si hanno i muscoli troppo carichi per rimanere fermi. Partire, non per sport ma per visione. Godersi con entusiasmo l'inizio della fine, l'aria fresca che gonfia le narici, la mente che si svuota. Il ragazzo in moto della copertina sembra proprio nel bel mezzo di una fuga del genere, una classica fuga da film, epica eppure leggera. Come in una di quelle pellicole in bianco e nero con Mastroianni che beve gentilmente un Martini in terrazza, o con Tura Satana che sfreccia imbronciata in macchina, nel deserto.

Jonathan Clancy canta con quel misto di tenerezza e malinconia, con una grazia ed un riserbo che a volte manca anche ai migliori attori, con una sfumatura di sincerità disarmante. Canta della fuga, della giovinezza, delle onde che frizzano di schiuma come il seltz: una scenografia così ricca che va oltre la semplice suggestione, e arriva a narrare di giorni possibili e di altri mondi immaginabili (finché siamo giovani). Le chitarre che riverberano dolci e d'accordo con le tastiere piovono un'atmosfera da sogno ad occhi aperti, come gli Shins che scoprono un agosto le piazze vuote di Bologna, come Elvis che impone le sue mani di brillantina sulla gente che balla ad occhi chiusi. Un sound bello e unico che gli A Classic Education hanno curato e fatto sbocciare come un bel fiore.

"Call it Blazing" è tutto questo: una corsa improvvisa e veloce, rallentare per godersi il panorama e poi aspettare che arrivi la notte. Fermarsi alla fine, le mani sulle ginocchia, e un respirone che riempie i polmoni. E' fatta.

Commenti (20)

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  • MasCara 14/11/2011 ore 20:05 @lucantonio

    A ma allora è proprio la menata del momento "Italiano-inglese" dilemma del mese. Siamo alle quaglie orami. Ma siete capaci di ascoltare e BASTA? non intendo non commentate sia chiaro, intendo ce la fate ad ascoltare quello che vi viene sottoposto e lo valutate per come vi arriva al cuore e alle orecchie? senza dire "meglio in italiano meglio in inglese, ci sono gruppi che dovrebbero o non dovrebbero..." quando un artista vi propone una cosa fa già delle scelte ficcatevelo nella testa e non fate che ora la moda è chiedersi se tutti i gruppi italiani dovrebbero cantare in inglese o in italiano...abbiate pietà veramente mi sembra la più assurda guerra fra poveri della storia. Già detto anche nel forum sugli Zen quindi direi Basta....

  • Boolomai 18/11/2011 ore 18:59 @boolomai

    Mi piace! Ste chitarre riverberate sono molto surfy a tratti, musica piacevole e tranquillizante, ma non vuota. Un più al periodo 'Jonathan Clancy canta con quel misto di tenerezza e malinconia, con una grazia ed un riserbo che a volte manca anche ai migliori attori, con una sfumatura di sincerità disarmante. Canta della fuga, della giovinezza, delle onde che frizzano di schiuma come il seltz'

  • seymour 15/06/2012 ore 10:37 @seymour

    fico, sono più i commenti intelligenti dei lamer! gran disco. e gran scoregge sui talloni!!!!!!!hahahahahaha

  • Mr Egn 06/01/2013 ore 14:39 @mregn21

    Alessandro De leucio su Pitchfork gli ACE sono solo stati citati, non hanno avuto nessuna recensione. Poi di gruppi italiani recensiti da Pitchfork ce ne sono alcuni:Zu, Oneida, Jennifer Gentle.

  • sandrokhan80 07/01/2013 ore 13:35 @sandrokhan80

    Mr Egn Grazie per la precisazione dovuta!

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