Isole di Ceramica Hey You 2012 - Rock, Alternativo, Post-Rock

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Una miscela oscura, pesante e nichilista che riempie il vuoto freddo degli attimi di dolore

Un tappeto di chitarre distorte e melodie intricate contro cui si scontrano soluzioni vocali molto simili a quelle collaudate dagli Incubus. Per quanto possa sembrare assurdo, il suono di questo disco ricorda tanto le melodie dei primi Pearl Jam quanto la potenza degli At the Drive-In di “Relationship of Command”.

Ne esce una miscela scura, pesante e nichilista ma che ha ben poco a che fare con eccessi di rumori e distorsioni fuori posto. Musica che riempie il vuoto freddo degli attimi di dolore si mescola a un’alterazione del suono che riesce a scaldare il cuore. La ricerca psichedelica si innesta su un territorio propriamente rock ma l’intenzione di superare gli schemi del post-rock (o post-hc?) è soffocata da una presenza troppo forte di un sound tipicamente anni ’90.

Dal punto di vista strumentale il debutto targato Isole di Ceramica è qualcosa di interessante e piacevole tanto che, per quanto la voce funzioni, le parti cantate passano in secondo piano quando non sembrano addirittura fare parte delle stessa canzone. Vale la pena arrivare in fondo e ascoltare “Blue-Fire Bar Mitzvah”, un viaggio strumentale nelle zone oscure della mente. Peccato trovare un pezzo così solo alla fine di un album non memorabile.

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La recensione Hey You di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-07-25 00:00:00

COMMENTI (2)

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  • utente62748 10 anni Rispondi

    condivido "le parti cantate passano in secondo piano quando non sembrano addirittura fare parte delle stessa canzone.", ma le idee non sono male!

  • delfiniroberto 10 anni Rispondi

    Ci vedo anche prog, King Crimson ad esempio! Bravi!