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RECENSIONE
21/05/2002 di Marco 'Joe' Giovannelli

Valentina Giovagnini si è messa in luce nell'ultimo SanRemo piazzandosi al secondo posto con una canzone decisamente particolare. Raffinata, dalle sonorità nordiche, un arrangiamento preciso, una voce potente e ipnotica. E queste caratteristiche le ritroviamo anche nel suo cd "Creatura Nuda". Ciò che sicuramente colpisce al primo ascolto è l'atmosfera che permea tutto il disco: ci si ritrova in atmosfere bucoliche, celtiche, quasi elfiche. In alcuni momenti, infatti, la Giovagnini ricorda Elisa ("il trono dei pazzi", "Dovevo dire di no"), altre volte Enya ("Senza origine", l'atmosfera di "Accarezzando a piedi nudi l'erba delle colline di Donegal"), ma mantiene sempre una sua identità ben definita. Le undici tracce che sono contenute nel cd mettono in risalto le qualità vocali della giovane cantante, che non sfigura di fronte ad altre vocalist nazionali. Purtroppo non sempre i brani sono "all'altezza della situazione", lasciando un po' di amaro in bocca. Di fronte a una voce come quella della Giovagnini si sarebbe potuto azzardare qualche passaggio più impegnativo o qualche virtuosismo in più. Per quanto riguarda la parte musicale, non possiamo gridare al miracolo: le melodie sono orecchiabili, seppur in alcuni casi più ricercate; gli arrangiamenti sono piacevoli, anche se indugiano un po' troppo tra cornamuse e whistle; in definitiva, le musiche fanno da supporto alla parte vocale senza sovrastarla, senza toglierle spazio. Insomma, ci ritroviamo con alcuni passaggi veramente apprezzabili, come in "Senza origine" o "Il passo silenzioso della neve" che contribuiscono a rendere più interessante l'ascolto del disco. I testi invece passano da episodi più riusciti ("Creatura Nuda", "Metamorfosi"), ad altri invece, a mio avviso, più blandi ("Mi fai vivere", "la formula"). In sostanza, senza infamia e senza lode: anche qui, però, era lecito aspettarsi qualcosa di più. Non si può negare che il disco sia piacevole da ascoltare, in alcuni casi, anzi, riesce anche ad emozionare profondamente, ma forse si è puntato troppo sulla vocalità della cantante. In definitiva sono rimasto favorevolmente colpito da Valentina Giovagnini: le sue qualità canore non si discutono, anzi, era da parecchio tempo che sentivo una voce così interessante e "importante" come questa. Come già detto il disco, tutto sommato, non è malvagio, alcune tracce sono pregevoli, ma forse si è puntato maggiormente sulla valorizzazione della cantante, piuttosto che sulla stesura di brani "indimenticabili". Del resto questo è solo l'album del debutto della Giovagnini e, viste le enormi potenzialità della nostra, non possiamo che sperare in un prossimo album di "canzoni" vere.

Tracklist

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