25/10/2012

Una sorta di magia primitiva. Alberi lontanissimi dalla civiltà stringono in un abbraccio ancestrale il cammino degli uomini. Tutto cambia secondo le Leggi della Natura, Natura divina, madre, oscura.

Impossibile non entrare nella visione contemplativa, quasi mistica, di questo lavoro. Tre tracce che catturano l’ascoltatore precipitandolo in un universo di suoni che mescolano ambient, dark nella sua accezione più dilatata e onirica, elettronica dalle radici profonde e sensibili. In bilico tra speranza e rassegnazione, tra luci che non compaiono mai, ma devono esserci oltre il nero in cui siamo persi, questo progetto costringe i pensieri a una brusca virata, ossessiva e allucinata a tratti, utilizzando gli effetti sonori per strapazzare la mente.

Soundtrack ideale per storie di alienazione e destini lenti nel manifestarsi, questo disco notturno e glaciale è sperimentazione di non facile presa, ma se un regista folle e apocalittico cercasse musica per i suoi cortometraggi crepuscolari, sarebbe la scelta perfetta.

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La recensione Terra Selvaggia - Recensione - Terra Selvaggia di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

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