16/07/2012

Già al terzo ep. Come a voler seguire la regola di The New Rockstar Philosophy.com secondo la quale un gruppo emergente deve coprire l'anno con tre uscite “corte” - per farsi conoscere da webzine e pubblico in maniera decisa, per tenere vivo l'entusiasmo del gruppo stesso, per farsi più velocemente le ossa – e poi fare l'uscita “lunga”; hanno fatto bene. Il precedente “La provincia” era stato pubblicato nel mese del MI AMI ANCORA, lo ascoltavo mentre attaccavo i manifesti e alla fine ho posticipato la recensione troppo in là. A mio avviso era pessimo, c'era però una novità: L'orso iniziava a suonare più come una band rispetto a due cantautori con l'hukulele al parco. Sui testi non c'erano particolari passi avanti, vi cito due cazzatone su tutte: “e so che internet ce l'hai, che ami mandare mail che ti piace fissarci su Skype” (e va bene che le relazioni a distanza sono complicate, ma anche dopo ripetuti ascolti e dopo essermi calato nelle più diverse interpretazioni giovanilistiche, continua a sembrarmi brutta, mi ricorda quasi i servizi di Studio Aperto sull'uso di internet tra i giovani) o quando per raccontare di uno stagista a cui gli va male l'amore - e a quel punto seguire l'attualità per lui passa in secondo piano -  il ritornello termina con “ma tra fare l'impiegato e la Br che differenza fa” (a parte che la differenza c'è, e poi è mettere a caso parole altisonanti così il pezzo assume tutto un altro fascino, ecco, stiamo parlando di Uno lasciato in città senza ferie da Lei che va a Berlino in vacanza, dopotutto).

Poi sono arrivati i volantinaggi del MI AMI estivo. Ascoltando il terzo Ep, "La Domenica", sembra che L'orso sia migliorato. La band ormai è rodata, i suoni sono meglio equlibrati, le melodie iniziano ad avere dinamiche tipo vuoti/aperture, qualcosa rimane anche in testa. I testi finalmente sono più corti, minimali, evitano l'effetto cazzatona. Per la prima volta sembra che L'orso non soffra la robbosa necessità di cercarsi a tutti i costi un immaginario chiaro e riconoscibile rincorrendo il racconto di un qualcosa indie che porca vacca nel 2012 anche basta, ti dici. Sembra che inizino a metterci un po' più di personalità. Certo il clichè è dietro l'angolo (chiudersi nei negozi di dischi in estate, la figura epica degli astronauti) ma in “Tornando a casa”, “Con i chilometri contro”, “Di Chi ti ricordi” percepisci un modo di scrivere che si sta delineando. Cancellate “L'estate” e “L'astronauta”, quelle proprio no.

Continuo a credere che L'orso non sia bravo a scrivere canzoni ma “La Domenica Ep” non è un brutto Ep. Dovessi consigliarvi uno bravo vi direi Carnesi (se parliamo di pop giovanilista) o i The Please (per dire un gruppo che segue bene i Beirut) ma è migliorato. Certo, fregandosene di quanto dice TNRP, avrei preferito ricevere questo al posto del primo “L'adolescente EP”, potevano anche non tenermi al corrente dei loro percorsi di crescita in maniera così dettagliata. Aspetto l'uscita lunga.

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La recensione L'orso - Recensione - La domenica EP di Sandro Giorello è apparsa su Rockit.it il 20/08/2019

Commenti (5)

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  • Scara 16/07/2012 ore 10:56 @scara

    Sandro Giorello, in tutta simpatia hai un po' rotto i maroni col dare addosso sempre e comunque a questa band che, per quanto tu ti possa arrampicare sugli specchi tentando (in modo patetico) di distruggere ogni suo lavoro, ha sempre dimostrato valore fin dal primo Ep. Le tue critiche ai testi non stanno in piedi, vai sempre a cercare il pelo nell'uovo senza ad arrivare a qualcosa di concreto. Descrivi le frasi come cazzatone ma non spieghi perchè. In realtà è palese che i testi de L'Orso siano freschi ed efficaci, che siano il loro punto di forza.
    Poi addolcisci sul finale dicendo che l'Ep non è brutto, per pararti il culo.
    Ti da fastidio il fatto che stiano avendo sempre più successo. Più che critiche costruttive le tue mi sembrano discorsi da frustrato che non è capace di fare altro che sparare stronzate da dietro un monitor.

  • Call me Otis 16/07/2012 ore 11:06 @callmeotis

    Quando Garrincha aveva messo tutto free mi sono fatto la loro discografia. Secondo me non è vero che sono scontati, certo non sono la cosa più bella del mondo ma dire che "non sanno scrivere le canzoni" è un po' troppo forte. Secondo me Tornando a casa è proprio bella, pure nel senso del testo che non è per nulla ermetico ma è chiaro e semplice. Poi oh, son gusti..

  • SOFIBADA 17/07/2012 ore 00:30 @SOFIBADA

    Premetto: L'Orso non mi fa impazzire, e trovo interessantie solo una piccola porzione del suo lavoro, o meglio - riesco solo a e farmelo piacere alla luce di una certo punto di vista. Musica spensierata (non banale), testi spesso sarcastici, molte volte gradevoli e altre un pò incomprensibili, strutture e arrangiamenti non certo elaborati, ma di tutto rispetto, visto poi che dal prodotto sembra non trasparire voglia di pavoneggiare o stupire particolarmente con musica e voce. Se questa è una scelta o un limite lo sanno solo loro, ma attenzione - dico io - tutto ciò può anche essere un punto di forza ! Amo il Punk e sono cresciuta con i PIL, e ho sempre difficoltà a capire la nuova scena di cantautori, pur portando un certo rispetto verso tutti mi sento distante (ma non contraria!).......... MA, al di là di tutte queste lungaggini....questa recensione è SCANDALOSA ! io non capisco come su un sito così noto si possa arrivare a ciò. Chi scrive sembra voler abbattere più che constatare - informare - giudicare, si erge a superiore, ma - a mio modo di vedere - non ha recensito un bel niente. Questo Ep, come i precedenti d'altronde, non è non sarà mai una "perla" o una "pietra miliare"... ma non capisco questo accanimento... boh... sembra quasi che chi ha scritto volesse smontare personalmente l'autore/gli autori... boh davvero... mai letto in vita mia cose tipo "CAZZATONE", o "ERA PESSIMO"... e altro... poi non capisco i rimandi al MI AMI.. misteri. S.

  • Cinema_Onirico 17/07/2012 ore 15:36 @Cinema_Onirico

    L'unica cosa sui cui concordo é che questo é il loro migliore EP, ma stiamo parlando di un livello sicuramente molto più elevato di quello espresso dal signor Giorello qui presente... Già con i due EP precedenti si aveva la sensazione di avere a che fare con un buonissimo gruppo, senza grandi pretese ma anche senza difetti, che scrive canzoni semplici, belle ed efficaci! Ora non capisco l'accanirsi su L'Orso, che si evolve da disco a disco aggiungendo nuovi strumenti e nuove soluzioni sonore, mentre altri artisti vengono incensati nonostante il loro stile sia perennemente lo stesso da anni. Io ci vedo molto di personale in questa stroncatura, ma Rockit dovrebbe essere un punto di riferimento per la musica italiana, non un sito su cui un giornalista di basso livello sfoga le sue frustrazioni. Bellissimo EP e complimentissimi all'Orso! Rimanete una delle cose più fresche, semplici e gradevoli di questi ultimi anni dieci!

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