29/11/2012

Il pezzo più bello è "I provinciali del nuoto". Un pezzo pop con caratteristiche tali da non renderlo mai banale: l'inizio solo con batteria, l'incedere strappato del cantato, la slide, un ritornello che funziona e un testo semplice nel suo raccontare, mai scontato e completato dall'intuizione che dà il titolo al brano.

Elementi che in questo pezzo trovano il loro migliore equilibrio, ma che riescono a convivere più che bene in tutti i brani del disco di Matteo Toni. Un disco che non inizia subito a mille: i primi brani non sono da ko, ma danno subito la sensazione che "Santa pace" non sia l'ennesimo album del cantautore italiano che, imbracciata la chitarra elettrica, si mette sulla scia di Dylan o Springsteen. La svolta, come detto, arriva al quarto brano, per un salto di qualità confermato poi anche dai due pezzi successivi, facendo così della parte centrale del disco il passaggio meglio riuscito.

La slide guitar è uno degli aspetti ricorrenti dell'album, una scelta che dà uno sfondo rock e blues a tutto il lavoro, permettendo così a Matteo Toni di giocare poi in totale libertà con la canzone pop, senza dover mai temere di andare verso lo stucchevole o il banale. Il risultato è un disco scarno, che non suona mai povero. Un disco a suo modo delicato, che non tracima mai nella noia. Un bel disco, di quelli che vorresti ascoltare più spesso.

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La recensione Matteo Toni - Recensione - Santa pace di Marco Villa è apparsa su Rockit.it il 23/08/2019

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