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RECENSIONE
05/12/2012

La dilatazione é un aumento lineare, superficiale, volumetrico di un corpo solido, liquido o gassoso per cause meccaniche o termiche. Questo termine si addice perfettamente al suono di Trees of mint, progetto musicale di Francesco Serra. 48 minuti di sperimentazione per sola chitarra e loop machine, suddivisa in quattro composizioni affascinanti e suggestive.

Per approcciarsi a questo lavoro bisogna aver voglia di lasciarsi trasportare all'interno di un mondo diverso da quello che conosciamo, un universo subacqueo, dentro abissi e profondità che mai hanno visto il sole, tra creature aliene e colori del tutto inusuali, oppure immaginare il risveglio di esseri ancestrali, con i loro gorgoglii gutturali. I documentaristi dovrebbero fare la fila per accaparrarsi questa colonna sonora. Ambient mai scontato, riff post rock di alta scuola e drones ultraterreni fanno di questo album un piccolo capolavoro del genere. Nell'ultimo movimento poi del tutto inaspettato, giunge il folk, contaminato e progressivo, che apre ad un finale sorprendente.

E' un piacere sapere che in Italia ci sono musicisti di questo calibro, pronti a sperimentare con la chitarra, lo strumento più abusato, e gli spazi, i riverberi naturali delle stanze, per creare musica non adatta a tutti, ma che farà la felicità dei molti fan del genere. Un suggestivo ritorno.

Tracklist

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